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Cronaca

Nunziante Scibelli: furono Felice e Antonio Graziano a uccidere per errore

Nunziante Scibelli: furono Felice e Antonio Graziano a uccidere per errore

Dopo venti anni gli assassini di Nunziante Scibelli hanno un volto. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, su ordinanza del Gip del Tribunale di Napoli, hanno applicato la misura cautelare nei confronti di Antonio Graziano, detto 'o sanguinario, nato a Quindici nel 1963 e sottoposto a regime carcerario 41 bis, e Felice Graziano, nato a Nola nel 1964, collaboratore di giustizia e sottoposto a domiciliari.
I due sono ritenuti responsabili dell'omicidio di Nunziante Scibelli, ucciso in località Ima a Lauro il 30 ottobre 1991, e del ferimento di sua moglie e di Antonio Cava.
L'agguato si inserisce nella faida che vede contrapposte le famiglie Cava (cui erano legate le vittime designate) e Graziano e colpì per la particolare ferocia e determinazione dei due killer che esplosero più di centi colpi utilizzando varie armi tra cui un Kalashnikov.
Scibelli, che aveva appena 26 anni, fu ucciso per un tragico errore: era incensurato ed estraneo a contesti camorristici; sua moglie invece era in stato di avanzata gravidanza. La sua auto però quella sera viaggiava a breve distanza da quella cui si trovavano i reali obiettivi dell'agguato: Antonio Cava, rimasto leggermente ferito, e Aniello Grasso. Il destino volle che le vetture fossero anche simili: entrambe Alfa Romeo di colore scuro targate Milano. Per la conclusione delle indagini fondamentale è stata la testimonianza di due collaboratori di giustizia: Felice Graziano e Antonio Scibelli del clan Cava.

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