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Laceno - Nigro ordina lo sgombero delle seggiovie: i Giannoni si oppongono

Laceno - Nigro ordina lo sgombero delle seggiovie: i Giannoni si oppongono

La questione relativa alle seggiovie del Laceno sembra avviarsi alla conclusione. Il sindaco di Bagnoli Filippo Nigro ha ordinato lo sgombero degli impianti del Laceno tra 60 giorni.
In seguito alla querelle che si è venuta ad instaurare con i Giannoni, il primo cittadino ha spiegato il motivo di tale decisione: "Le abbiamo tentate tutte con i Giannoni; ma davanti al muro, l'unico modo per rinnovare gli impianti era avere un finanziamento pubblico, e rientrare in possesso delle aree".
Ricordiamo che nel 1973 l'ingegnere romano Franco Giannoni stipulò la convenzione con il Comune di Bagnoli Irpino per realizzare gli impianti di risalita. Tale convenzione aveva una durata di 29 anni, al termine dei quali c'è stata la disdetta. Il Tar ha poi rigettato l'opposizione dei Giannoni, ma fino al 2017 l'impianto è rimasto comunque in mano ai privati.
Nel caso in cui si fosse arrivati ad un accordo tra gli avvocati sarebbe stata ancora possibile una gestione con Giannoni in sella che risulta sicuramente il più adatto a gestire le strutture del Laceno dal momento che lo ha fatto per tanti anni.
All'intesa non si è mai arrivati e da parte sua il figlio dell'ingegnere Franco, ha sempre sostenuto che il Comune di Bagnoli non avesse il diritto di sgomberare gli impianti e per tale motivo si è rivolto al Tar che ha dato ragione al Comune. La nuova pronuncia del Tribunale ci sarà il 2 febbraio, ma in caso di esito negativo il sindaco si è detto pronto a ritirare l'ordinanza.
Intanto Giannoni continua a sostenere si essere proprietario degli impianti e delle costruzioni nell'area demaniale concessa nel '73 che comprendono ristoranti, scuola sci, chalet, e per tale motivo si oppone allo sgombero da parte dell'amministrazione comunale.
La situazione appare critica perché da un lato il Comune punta a riappropriarsi delle aree e sul finanziamento da 25 milioni che dovrebbe arrivare dal Progetto Pilota, ma con nessuna certezza; dall'altro lato ci sono i Giannoni che tentano di difendere ciò che hanno gestito per decenni. 

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