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Un sabato di Festa ai tempi del Covid: è bufera sul primo cittadino

Un sabato di Festa ai tempi del Covid: è bufera sul primo cittadino

 - di Antonio Porcelli - Il video è diventato virale con il sindaco Gianluca Festa, protagonista nel bene e nel male della notte della movida avellinese, osannato  dai ragazzi e criticato dai tanti che nel rispetto delle regole del Covid,  hanno tempestato i social e le redazioni con  giudizi estremamente negativi per il comportamento del primo cittadino. La questione movida al centro della battaglia delle ordinanze tra il presidente della Regione Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris è improvvisamente approdata ad Avellino con Festa che, già in altre occasioni, era apparso critico nei confronti di De Luca. Le scintille sulla "primogenitura" delle luminarie natalizie, sulle bordate e le tiratine d'orecchie anche alla presenza di ignari cittadini e cronisti locali, sono apparse innocenti esternazioni rispetto allo spettacolo di sabato sera. 
Un colpo basso alla città e al rispetto delle regole con cori volgari e contrapposizioni di antico stampo calcistico tra due città di antiche e solide tradizioni come Salerno ed Avellino. Il sindaco Festa è scivolato sulla buccia di banana dell' incitamento all'odio con la sua presenza che non è stata dissuasiva all'assembramento  che in tempi di pandemia non giustificano nessuno, specie a chi esercita l'importante funzione pubblica  di massima autorità sanitaria. Debole il suo post apparso sul  profilo con giustificazioni che non rendono onore al ruolo per il quale è stato eletto nel tentare di  ridimensionare l'episodio della lunga notte. Le scene del sindaco immortalato  in mezzo a tanti giovani con cori da stadio e di violenza nei confronti di rappresentanti istituzionali, hanno fatto il giro dei media nazionali con giudizi negativi nei confronti della citta' e della sua immagine.
Chiunque fosse passato per via de Conciliis, non avrebbe notato nessuna differenza tra l'adulto di 45 anni e i giovanissmi intenti a cantare e ad incitare il sindaco con lo slogan " Dai Gianlù portaci da bere". Il tentativo di Festa di mettersi nei panni dell'altro, di stabilire un contatto visivo, confortevole e di ascolto empatico, non è approdato nella direzione di stemperare tensioni e ridurre l'assembramento salvaguardando i ragazzi dalle tentazioni della movida e tutelando le regole anti Covid. Mai come in questo delicato momento della vita di ognuno, occorre guardare la verità e non difendere l'indifendibile

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