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Abruzzo, cercansi fornai disperatamente. Un intero settore rischia di crollare

Dal Corriere della Sera. it del 31 Agosto 2011 -
Nell’Italia con 1.138.000 di under 35 senza lavoro, e con un tasso di disoccupazione dei giovani fino a 24 anni che sfiora il 30%, fa sensazione la crisi di un settore d’eccellenza solo per... la mancanza di personale. Ma è quello che succede in Abbruzzo dove la produzione del tipico pane regionale, basato su grani autoctoni e famoso per la sua bontà (rinomato per le sue caratteristiche ad esempio è il pane casereccio dell’Aquila), ora rischia di scomparire.
Servirebbero almeno cento fornai, ma sono introvabili. Eppure un panettiere arriva a guadagnare anche tremila euro al mese. A lanciare l’allarme è Vinceslao Ruccolo, presidente dell’associazione panificatori abruzzesi, aderente alla Confesercenti. Ruccolo fa il fornaio da 35 anni. È titolare di una piccola ditta che, nella località balneare di San Vito Chietino, poco più di cinquemila anime, impasta circa un quintale e mezzo di farina al giorno e produce una ventina di tipi di pane: con le noci, con le olive, con la zucca, con le fibre.. Una realtà come ce ne sono tantissime in Italia dove, sempre secondo i dati dell’associazione panificatori, ci sarebbe posto, se solo lo volessero, per quattromila aspiranti fornai.
Le difficoltà dei piccoli esercizi è figlia anche delle difficoltà a contrastare l’avanzata degli iper, aperti di domenica e impossibili da affrontare sul piano del prezzo e sul volume di produzione; ma la carenza di personale, tuttavia, resta la vera spina nel fianco delle ditte del settore: «In Abruzzo – prosegue il presidente dell’assopanificatori - sono tanti i forni artigianali che non trovano manodopera e il problema, che esiste da anni, ora si è accentuato. Un fornaio con la qualifica ottiene circa 2.500 euro netti al mese in busta paga. Uno stipendio che, con gli straordinari e la produttività, arriva facilmente a tremila. È vero che si lavora nelle ore notturne, di solito da mezzanotte alle otto, ma c’è anche chi finisce prima e inizia prima. Quasi sempre, invece, rispondono alle offerte di lavoro solo gli extracomunitari e, ultimamente, neanche quelli».
(Per contatti con l'assopanificatori è possibile utilizzare gli indirizzi e-mail fiesa@confesercenti.it, a livello nazionale, e info@confesercentiabruzzo.it, a livello regionale.)
Nell’Italia con 1.138.000 di under 35 senza lavoro, e con un tasso di disoccupazione dei giovani fino a 24 anni che sfiora il 30%, fa sensazione la crisi di un settore d’eccellenza solo per... la mancanza di personale. Ma è quello che succede in Abbruzzo dove la produzione del tipico pane regionale, basato su grani autoctoni e famoso per la sua bontà (rinomato per le sue caratteristiche ad esempio è il pane casereccio dell’Aquila), ora rischia di scomparire.
Servirebbero almeno cento fornai, ma sono introvabili. Eppure un panettiere arriva a guadagnare anche tremila euro al mese. A lanciare l’allarme è Vinceslao Ruccolo, presidente dell’associazione panificatori abruzzesi, aderente alla Confesercenti. Ruccolo fa il fornaio da 35 anni. È titolare di una piccola ditta che, nella località balneare di San Vito Chietino, poco più di cinquemila anime, impasta circa un quintale e mezzo di farina al giorno e produce una ventina di tipi di pane: con le noci, con le olive, con la zucca, con le fibre.. Una realtà come ce ne sono tantissime in Italia dove, sempre secondo i dati dell’associazione panificatori, ci sarebbe posto, se solo lo volessero, per quattromila aspiranti fornai.
Le difficoltà dei piccoli esercizi è figlia anche delle difficoltà a contrastare l’avanzata degli iper, aperti di domenica e impossibili da affrontare sul piano del prezzo e sul volume di produzione; ma la carenza di personale, tuttavia, resta la vera spina nel fianco delle ditte del settore: «In Abruzzo – prosegue il presidente dell’assopanificatori - sono tanti i forni artigianali che non trovano manodopera e il problema, che esiste da anni, ora si è accentuato. Un fornaio con la qualifica ottiene circa 2.500 euro netti al mese in busta paga. Uno stipendio che, con gli straordinari e la produttività, arriva facilmente a tremila. È vero che si lavora nelle ore notturne, di solito da mezzanotte alle otto, ma c’è anche chi finisce prima e inizia prima. Quasi sempre, invece, rispondono alle offerte di lavoro solo gli extracomunitari e, ultimamente, neanche quelli».
(Per contatti con l'assopanificatori è possibile utilizzare gli indirizzi e-mail fiesa@confesercenti.it, a livello nazionale, e info@confesercentiabruzzo.it, a livello regionale.)