Report
L'ombra dell'eolico sull'Irpinia: i Comuni dicono basta

Un’assemblea assolutamente necessaria quella che si è svolta ieri pomeriggio presso la sala Polifunzionale di Bisaccia, che ha raccolto 22 comuni dell’Alta Irpinia e della Baronia intorno ad un unico tavolo per discutere della piaga dell’eolico selvaggio.
La votazione della bozza della delibera che porterà alla moratoria contro l’abuso dell’eolico è stato l’obiettivo della seduta ed ha prodotto buoni risultati: 22 comuni tutti favorevoli all’inoltro della moratoria, alla quale però sono state aggiunte delle postille, delle precisazioni.
Per cause di forza maggiore purtroppo non hanno potuto partecipare i sindaci dei comuni di Lioni, Cairano, Trevico e Villamaina, ma che hanno comunque fatto sentire la propria voce attraverso i consiglieri comunali dei rispettivi paesi.
Un incontro importante sì, ma che secondo alcuni poteva essere convocato anni fa, precisamente nel 2003, subito dopo l’approvazione della legge 387, per evitare o quantomeno arginare lo scempio che oggi vediamo in Irpinia.
Indicativa l’introduzione del Presidente del Consiglio congiunto, nonché sindaco di Bisaccia Marcello Antonio Arminio che ha spiegato che molto spesso negli anni gli interessi economici hanno portato ad “Eludere i minimi criteri di rispetto ambientale, così da poter costruire di più e in poco tempo” ed ha continuato: “La bozza che presentiamo oggi verrà inviata al Presidente De Luca e al Ministero dell’Ambiente. Bisogna fare pressione su De Luca per far capire che gli incentivi, che sono ben 5 miliardi e 800 milioni, non devono più foraggiare gli imprenditori dell’eolico”.
Insomma quello che per molti in passato è sembrata una buona opportunità di sviluppo per le nostre terre, oggi si rivela come la causa del disastro ambientale a cui assistiamo e contro il quale si cerca di combattere.
“Non c’è più tempo da perdere” è il messaggio che è suonato come un mantra per tutto il corso dell’assemblea, accompagnato dall’idea della necessità di fare comunità e agire insieme per mitigare la catastrofe. Perché il disastro non è soltanto ambientale, ma ha ricadute anche sulla salute dei cittadini. Come ha sottolineato il presidente Di Leo del comitato di Guardia Lombardi: “Molto del fieno che viene prodotto sotto le pale eoliche, che non potrebbe essere destinato all’alimentazione umana e animale, non sappiamo che fine fa. Dunque potrebbe, anche indirettamente, arrivare anche sulle nostre tavole”.
Largo spazio a comitati e consiglieri che hanno messo in evidenza luci ed ombre di questa problematica, che nasconde qualcosa di più di quello che si può vedere ad occhio nudo ed è qui che si inserisce perfettamente la parola criminalità. Perché si sa dove mancano i controlli trova terreno fertile la malavita.
Luca Ciaffa, portavoce di Libera ha letteralmente fatto irruzione nella sala per portare il pensiero della sua associazione: “Fino ad oggi non c’è stata una presa di posizione contro la malavita organizzata”, ha dichiarato, continuando: “Il mio appello è che i sindaci si interfaccino con le associazioni del territorio come Libera che spesso è intervenuta in diverse situazioni di estorsioni ed altri atti malavitosi”.
L’incontro, in alcuni punti piuttosto animato, si è concluso con una simbolica alzata di mano che ha confermato il voto favorevole di tutti i comuni che hanno espresso la chiara volontà di volersi riappropriare dei propri territori, di essere padroni del proprio destino e protagonisti assoluti delle decisioni che bisogna prendere per il bene delle proprie terre, senza essere sottoposti alle logiche della Regione.
