Sulla carta sembrava facile, ma la sommatoria era sbagliata. Quando i conti non tornano in casa Pd...

Tutto sembrava scontato ma alla fine la vittoria seppur sul filo di lana è toccata al candidato del centrodestra Mimmo Gambacorta che alla vigilia non godeva dei favori del pronostico. La " corazzata" del centrosinistra appoggiata nella sua navigazione sul territorio irpino dalle motovedette di Scelta Civica e dell'Udc alla fine si è arenata. il suo comandante Paolo Foti non è riuscito ad evitare il brusco impatto: si contano feriti, danni all'imbarcazione e all'immagine dell'armatore. Gongola il centrodestra uscito rianimato dall'accordo con il Nuovo centrodestra di Pietro Foglia e dai tanti voti disgiunti che  hanno comportato l'insperata vittoria.  Il voto ponderato nelle diverse fasce di rappresentanza degli elettori consegna disparità evidenti tra le indicazioni per l'elezione del Presidente e quella dei dodici nominativi che andranno a comporre il nuovo consiglio provinciale. Viene confermato il detto che in politica la sommatoria di due numeri non è mai uguale a quella che ingenuamente  ci hanno insegnato fin dalle scuole materne ed elementari. Insomma, due più due non è uguale a quattro. Nel caso specifico è uguale a tre, in altri casi è uguale a cinque. Non vogliamo sminuire affatto la vittoria di Gambacorta al quale va riconosciuto stile e capacità politiche di largo respiro e di amministratore oculato. La cronaca politica ci riporta a Via Tagliamento dopo il "no" di Foti alla presidenza Ato rifiuti e l'indicazione dei vertici di Via Tagliamento per la sua candidatura alla Provincia. Il voto ponderato consistente dei 33 consiglieri comunali della città' capoluogo abbinato alla consistenza del centrosinistra nei maggiori comuni, ad eccezione di Ariano bilanciato da Montoro, non è stato così e Foti è stato immolato sulla graticola a fuoco lento e si apre ora una seria riflessione sulla capacità del gruppo dirigente del Pd e sul ruolo della Città capoluogo che doveva essere il punto di riferimento per l'intera provincia. Ha perso la segreteria del Pd, ha perso ancor di più, dopo le polemiche degli ultimi mesi, centralità il comune di Avellino. Foti e' stato sconfitto ma occorre riconoscergli serietà e appartenenza al suo partito. Certo, occorreva maggiore autonomia dagli armatori della corazzata, e paga anche per colpe di altri. I silenzi non aiutano a capire e mai come in questo momento, occorrono atti e gesti concreti per riannodare progetti politici convincenti legati a una diversa partecipazione sulle scelte dell'oggi e del domani. Il Pd esce malissimo dalla vicenda Provincia, così' come i virtuali suoi alleati. Occorre autocritica ma anche evitare alibi e giustifiche non comprensibili all'opinione pubblica e alle tante persone oneste che credono nella serietà e nella coerenza dei comportamenti . Il voto disgiunto può valere per l'elettore senza orientamento e appartenenza ideologica, non è giustificabile per un dirigente di un partito, in particolare se amministratore. Insomma si è in attesa di dimissioni e di una svolta. Aspettare per credere non costa nulla....ma nessuno ci toglierà dalla testa che due più due fa quattro e che le comparse in genere non sono mai attori protagonisti. - (Antonio Porcelli )