Assolto lo scrittore Erri De Luca dall'accusa di istigazione a delinquere contro la Tav

L’accusa era di istigazione a delinquere per aver invitato a sabotare la Tav, ma il giudice Immacolata Iadeluca ha assolto lo scrittore napoletano Erri De Luca “perché il fatto non sussiste”.
La Procura aveva chiesto una condanna a 8 mesi. Un gesto che era stato visto subito come un modo per censurare la libertà di espressione.
A partire dallo stesso De Luca le accuse non avevano senso perché, come egli stesso ha fatto notare “Sono incriminato per aver usato il termine sabotare, un termine che considero nobile, perché praticato da figure come Ghandi e Mandela, e democratico”. 
“Sono disposto a subire la condanna penale - ha concluso - ma non a farmi censurare o ridurre la lingua italiana. Si incrimina il sostegno verbale a un'azione simbolica”.
L’accusa era stata mossa da una dichiarazione dello scrittore, durante un’intervista “la Tav Torino-Lione va sabotata”. Di qui è partita la denuncia della Ltf, la società italo-francese che si è occupata del progetto e delle opere preparatorie della Torino-Lione.
Una vittoria che però lascia un po’ di amaro in bocca: “Non è una vittoria, è stata impedita una ingiustizia”, queste le parole che hanno spiegato come la decisione finale sia stata vista dallo scrittore napoletano, ossia come un processo senza senso e un attacco alla libertà di parola.
De Luca ha dichiarato di sentirsi di nuovo un “cittadino qualunque” e curioso “di sapere cosa succederà. Considero questa aula un avamposto affacciato sul nostro immediato futuro”
Le sue idee rimangono, però, comunque chiare e inalterate: “Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell'aria e dell'acqua”.