Caldoro a Nusco, vogliamo sindaci uniti ma senza saldi di fine stagione

Non è la prima volta che il governatore Stefano Caldoro arriva in Alta Irpinia, ma quello di Nusco sarà uno dei confronti più importanti con il numero uno di Palazzo Santa Lucia. “Alta Irpinia – Area Pilota” è il titolo del convegno, 29 agosto alle 17.00. Per i non addetti ai lavori e i non amanti della terminologia su progettazione europea e dintorni (il 99 per cento della popolazione) si tratta di inserire oltre venti tra paesi e paesini della zona in una sorta di sperimentazione sulle risorse che vengono dall’Europa. Progetti, fondi, idee di sviluppo da verificare, in estrema sintesi. Quindi, si spera, miglioramento della vivibilità e anche posti di lavoro da costruire (attenzione, non da offrire!). In queste questioni, com’è noto, la Regione funge da tramite con l’Europa stessa. Caldoro è quindi chiamato a dare la spinta definitiva perché quest’area svuotata di ospedali, tribunali, servizi, possa avere altre opportunità.
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Alla vigilia dell’incontro nuscano, sarà Ciriaco De Mita a fare gli onori di casa, riflessioni e interrogativi abbondano. Così come non viene nascosta la rabbia di molti nel veder arrivare a Nusco il governatore che nella visione comune di sindacati, associazioni varie e politica (Pd, M5S, Sel su tutti) è stato palesemente ostile alle aree interne. 
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La riflessione. L’Alta Irpinia deve dar prova di unità, questo è chiaro. Lo ha detto Fabrizio Barca, uno dei protagonisti della storia di questo progetto, a Sant’Angelo dei Lombardi. E superare divisioni, campanilismi, spogliarsi delle appartenenze politiche per il bene comune. Altrimenti si perde la possibilità di lavorare per diventare area di sperimentazione (che non vuol dire esser cavia). Stiamo parlando della definizione dei paesi coinvolti. Non tutti i paesi sono stati inseriti nella complessa documentazione (Nusco non c’è, per esempio). Ma Nusco, se si tengono presenti geografia, cultura, natura, prospettive, dovrebbe entrare a pieno titolo tra i “piloti”. E allora cos’è il convegno del 29 agosto? Un tentativo da parte di De Mita di inserire la “sua” Nusco nel discorso? Qualcuno lo pensa. Qualcun altro crede invece che l'incontro possa essere funzionale a una distensione dei rapporti tra i vari sindaci. Quest’ultimo, forse, è anche l’auspicio della gente comune. Quella gente che sta iniziando a toccare con mano l’estrema fragilità del concetto di campanile. Quella che pian piano sta iniziando a pensare all’Alta Irpinia in termini di Città-Alta Irpinia. Che sia De Mita, Repole, Salzarulo o Famiglietti l’artefice di un nuovo corso (o altri, o tutti insieme) beh alla gente comune poco importa. L’importante è che parole di convegni passati si traducano in realtà. Questa delle Aree Interne, che piaccia o meno, resta un’occasione storica per i prossimi anni. E purtroppo una delle ultime per un cambio di rotta su termini come spopolamento e impoverimento
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Si legge e si dice che i fondi europei (in generale) servirebbero per strade, sanità, borghi. E di riflesso per turismo e sviluppo. E’ vero, ma bisogna pensare in grande. E pensare in grande significa pensare in termini di comunità allargata. La città dell’Alta Irpinia non può essere quella in cui un sindaco ostacola l’altro sulle manifestazioni estive o sull’inserimento in un determinato progetto. Oppure quella in cui, tramontata la battaglia su ospedali e tribunali, si assiste a una progressiva smobilitazione dalla vertenze che riguardano tutta la zona (ancora l’ospedale Criscuoli, o quel che resta della struttura). 
Ma l’Alta Irpinia, e questo deve essere chiaro, non può neanche essere la città che si prostra e accoglie il governatore Caldoro su un tappeto di rose. Siamo sicuri che visti i numeri la visita del governatore a Nusco non sia operazione elettorale aspettando il voto di primavera. E se fosse così, beh pensiamo di parlare a nome di chi in Alta Irpinia vive: l’aver perso la partita su sanità o trasporti resta una ferita che non può essere sanata dall’illusione “sanità-trasporti tramite fondi europei a breve o medio termine”. Allora il governatore deve dare la prova di aver soltanto “sospeso” i servizi (vedi Ferrovia Avellino-Rocchetta), di non aver chiuso completamente le porte a un ospedale che sia davvero tale. Dovrebbe dare la prova di aver agito secondo la logicaprima sono stato costretto a tagliare perché i conti non tornavano, ma vi aiuto a recuperare quello che avete perso e magari a costruire nuovi percorsi in grado di offrire anche qualcosa in più. Nel caso, al di là delle divisioni tra sindaci che comunque vanno superate “senza se e senza ma”, si potrà dire “bene Caldoro”. Ma senza sconti.