Il messaggio all'Irpinia di Capossela: 'Considerare le risorse di queste terre e cercare di impiegarle'

Di Vinicio Capossela 


Il treno non c’è e probabilmente non ci sarà. Quello che è importante è che in questi undici giorni abbiamo percorso questi binari, ci siamo ricordati che esistono, che sono un bene di tutti, come queste canzoni ci ricordano. Una ferrovia  realizzata con sacrificio e investimento, che - come scrisse Gustino Fortunato, diede “onore all'Italia” - deve essere sentita come un bene comune, che è doveroso reclamare. Un enorme patrimonio che c’è e che è un grande  spreco dare alle ortiche e al degrado. Questi  giorni passati insieme spero vi facciano ricordare che la ferrovia  non è cosa morta, ma è viva, a patto che noi la rendiamo viva.  Trovarsi dentro a una bellissima struttura come la stazione di Conza - Andretta - Cairano, o in prossimità di questo ponte, un miracolo di ingegneria, sono cose che rinnovano lo stupore. Si ha la sensazione di essere in un territorio che ha nel vuoto la sua principale risorsa; in un mondo di agglomerati urbani di alta cementificazione e densità abitativa, il vuoto è il nostro polmone, una realtà che ci permette di respirare, di rifiatare, di immaginare. Spero che questo festival accenda la consapevolezza che è importante coltivare questo vuoto, affinché non si trasformi in abbandono. Bisogna considerare le risorse di queste terre e cercare di impiegarle.