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Sant'Angelo dei L. - Da Papa Francesco all'eolico, i sindaci: "La Regione continua a dare autorizzazioni"

“Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che vengono dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”: è questa la domanda dalla quale si è sviluppato il convegno che si è svolto questa sera presso il Centro di comunità di Sant’Angelo dei Lombardi.
Un quesito che sta alla base dell’Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco, spunto di una riflessione attenta sul tema della tutela ambientale che è diventata ormai un’emergenza che non può più aspettare e che richiede massima prudenza a livello nazionale e locale.
“L’enciclica è un documento spirituale che ci parla di una conversione ecologica che sia prima di tutto personale”, ha esordito il sindaco di Sant’Angelo dei L. Rosanna Repole, continuando “È a livello locale che bisogna cambiare registro, per poi passare al livello nazionale. Qui in questa terra abbiamo molti problemi ambientali da risolvere: gli elettrodotti, l’eolico…”.
Esatto l’eolico, un problema che sta attanagliando la nostra verde Irpinia e che sta mettendo in ginocchio un ecosistema prezioso e ricco di risorse. Un ombra che si dilaga velocemente e contro la quale stanno combattendo gli amministratori dei vari paesi.
Ad un incontro del genere, sul rispetto dell’ambiente, dunque, non potevano mancare sindaci e rappresentanti dei comitati di quei paesi che giorno dopo giorno vedono nascere sulle proprie colline nuovi impianti eolici.
Da loro è arrivato un attacco durissimo al governo nazionale, ma più in particolare alla Regione. Nessuno è stato risparmiato: sono tutti colpevoli, dal primo all’ultimo, di aver autorizzato lo scempio a cui oggi assistiamo.
“Ogni giorno vengono autorizzati nuovi parchi eolici che distruggono il nostro territorio. Quindi il mio auspicio è che ci possa essere una proposta concreta per proteggere queste terre. Ormai ci hanno tolto tutto”, ha dichiarato il sindaco di Monteverde Franco Ricciardi.
“All’inizio quando ci è stata proposta questa forma di energia rinnovabile abbiamo creduto nell’eolico, pensavamo di poterlo controllare, ma non è stato così. La Regione ha creduto di poter governare l’installazione delle pale eoliche, ma non ci è riuscita”, a puntare il dito il vicesindaco di Bisaccia Francesco Tartaglia che ha spiegato: “Il risultato è che oggi ci ritroviamo con 139 macchine a Bisaccia, senza contare quelle autorizzate, ma non ancora istallate e le decine di protocolli in procinto di essere autorizzati. Questo vuol dire che nel giro di qualche anno arriveremo a 230/240 macchine che porteranno ad un disastro inimmaginabile. La cosa assurda è che la Regione non si ferma, anzi continua a dare autorizzazioni per nuove istallazioni”.
È per questo che i comuni, durante il consiglio congiunto che si è tenuto Bisaccia nel mese di ottobre, hanno deciso di chiedere la moratoria contro l’istallazione dei parchi eolici alla Regione, perché è lì che si commettono i primi errori.
“Bisogna mettere le basi di un concreto equilibrio per generare uguaglianza”, ha concluso Tartaglia.
“Il paesaggio è devastato: io sono favorevole all’eolico, ma nei giusti termini. Adesso è ora di fermarsi. Bisogna preparare un futuro migliore per questa terra”, ha dichiarato il sindaco di Calitri Di Maio.
Un attacco ancora più forte è arrivato dal rappresentante del comitato contro l’eolico di Bisaccia Michele Solazzo: “Se si continua col dire che quello che si era immaginato di ottenere con l’eolico non è quello che abbiamo ora, si arriverà al punto di un disastro senza possibilità di ritorno. Il problema c’è, è grande e tutti coloro che non fanno nulla, che non denunciano, peccano di omissione”, ha tuonato Solazzo. “Anche in Regione si è peccato perché con le autorizzazioni date e che ancora si danno, si sta portando il territorio alla rovina”.
“L’uomo è chiamato a dominare, custodire e coltivare. Ossia a mettere le mani, ma rispettando il proprio habitat. Infatti un sinonimo di quella che Papa Francesco chiama “casa comune” è HABITAT: quel luogo che mette insieme ciò che ti ha dato la natura e ciò che ti è stato lasciato dagli altri uomini prima di te e che un giorno anche tu lascerai agli altri”, così il Vescovo di Sant’Angelo dei L. Mons. Pasquale Cascio ha spiegato il senso dell’enciclica, facendo un importante monito. “Attenti a chi viene in casa nostra e se ne va non riconoscendo la nostra casa”.
“L’uomo ormai ha una posizione troppo autoreferenziale, si concentra solo su di sé e sul potere e non sa più riconoscere quale sia la propria giusta posizione nel mondo”, ha spiegato Don Piero parroco di Sant’Angelo dei L., che ha concluso con una domanda provocatoria per tutti, riprendendo le parole del Santo padre: “E tu? Cosa fai per rendere questo mondo migliore?”. - I. F.
