Alta Velocità Napoli -Bari, 10 arresti e sequestri con 49 indagati nell'inchiesta della Procura di Napoli

 Corruzione, caporalato e emissione di fatture per operazioni inesistenti, i reati contestati. Nel mirino gli appalti tra Napoli, Avellino e Benevento.  Sono gli esiti che hanno prodotto venti misure cautelari con 10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora ( con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) e tre obblighi di dimora (con interdittive di sospensione totale dall'esercizio  di pubblico servizio per un anno ) notificate dalla GdF di Napoli nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali nell'ambito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità Napoli-Bari, valore di 5,8 miliardi Euro finanziata anche con risorse Pnrr.   Il Gip ha anche disposto il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato usato per una tratta calcestruzzo di scarsa qualità. Mazzette nascoste nei panettoni, orologi di valore, soggiorni vacanze, telefoni cellulari e altri beni e servizi,  e accuse per caporalato per manodopera utilizzata con operai extracomunitari di origine egiziana, obbligati a lavorare in turni di venti ore. Ben 34 operai sono stati individuati nel cantiere di Grottaminarda.