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Ariano - Disposto il divieto di avvicinamento ad un marito violento reo di maltrattamenti ai danni della moglie
lunedì 15 giugno 2026 - Da Redazione
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Lo scorso sabato 13 giugno, i militari della Stazione Carabinieri di Ariano Irpino hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai figli e ai luoghi da loro abitualmente frequentati (in particolare l’abitazione e il luogo di lavoro). All'uomo, gravemente indiziato del delitto di maltrattamenti ai danni della moglie, è stato imposto di mantenere una distanza di almeno 1000 metri dalle vittime, insieme al divieto assoluto di comunicare con loro attraverso qualsiasi mezzo.
L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia sporta dalla donna la quale, esasperata da anni di condotte violente, minacciose e prevaricatrici da parte del marito, aveva deciso di allontanarsi da casa. Una situazione drammatica che rendeva ormai la quotidianità incompatibile con una normale e serena esistenza.( foto di repertorio)
L’attendibilità del racconto della persona offesa è stata confermata dalle sommarie informazioni testimoniali (s.i.t.) dei figli. I ragazzi hanno confermato la natura profondamente conflittuale e abusiva dei rapporti tra i genitori, soffermandosi sulle violenze fisiche e verbali da sempre perpetrate dal padre ai danni della madre. A supporto del quadro indiziario, è stata inoltre acquisita la fotografia di una cicatrice sul corpo della donna, segno di una pregressa aggressione mai denunciata prima.
Questo episodio accende ancora una volta i riflettori sulla piaga dei maltrattamenti in famiglia, un fenomeno drammatico che troppo spesso si consuma nel silenzio delle mura domestiche. L'intervento tempestivo, delle forze dell'ordine e della magistratura, dimostra quanto sia fondamentale rompere l'isolamento e denunciare. Prestare attenzione a questo tema significa non solo proteggere le vittime dirette, ma anche i figli, spettatori e vittime di una violenza assistita che logora il loro futuro. La denuncia resta il primo, decisivo passo per riprendersi la vita.
Trattandosi di una misura cautelare disposta nel corso delle indagini preliminari, restano fermi i mezzi di impugnazione a disposizione della difesa e il principio di presunzione di innocenza per l'indagato fino a un'eventuale sentenza definitiva.