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Pietrastornina, incontro Piantedosi - Cazzullo e la sfida da raccontare di San Francesco
lunedì 23 febbraio 2026 - Da Redazione
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Nel giorno dell'esposizione delle spoglie del Poverello nella chiesa inferiore della Basilica di Assisi in occasione degli 800 anni della morte, San Francesco vive con il suo messaggio universale, più attuale che mai. A Pietrastornina nella Chiesa dell'Annunziata, grazie al Circolo Petra Strumilia e al suo Presidente Matteo Piantedosi , davanti a un parterre nutrito e attento, il giornalista - scrittore Aldo Cazzullo ha deliziato i numerosi intervenuti con citazioni e una passione fuori dal comune con il suo libro "Francesco il primo italiano". Sollecitato dal Ministro nella insolita veste di moderatore, l'autore dopo il successo sulla Bibbia,ha inquadrato nella contemporaneità Francesco come il più italiano dei santi.
L'editorialista del Corriere della Sera e conduttore della serie televisiva "Una giornata particolare" ha sottolineato con citazioni l'attualità di Francesco descritto non solo come un santo, ma come un uomo di pace che ha sfidato la logica del denaro e del potere, proponendo un modello di società basato sul lavoro e sul bene comune. “Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.” Un precursore dell'umanesimo , così Cazzullo, con Francesco che," riuscì a sfidare la logica del denaro e del potere, proponendo un modello di società basato sul lavoro e sul bene comune,fondatore di una cultura basata sull'amore per il creato e la fratellanza con il dialogo e il rispetto verso le culture e il rapporto di libertà e dignità della donna". Il dialogo attraverso la fratellanza e la civiltà umanista ancora viva in Italia, è ancora vivo tant'è che "se oggi i nostri militari sono considerati i più bravi al mondo nelle missioni di pace è perché sono capaci di dialogo". Una sera a Pietrastornina che ci ha ricordato, che anche i santi restano figure vive.
La Storia del Poverello, con il suo meraviglioso Cantico e con la sua straordinaria forza seduttiva, ha fatto il suo esordio nell'umida sera con la sobrietà di un racconto che invita ognuno a riflettere sulle proprie scelte di vita e sul rapporto di ieri e di oggi, tra la Povertà e la Ricchezza. Un confronto serio, di contenuti e di emozioni su cui rifletttere. Grazie al Circolo Petra Strumilia. (di Antonio Porcelli)