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Torna la 34ª edizione delle “Giornate FAI di Primavera” con due itinerari ad Avella e Mirabella Eclano
martedì 17 marzo 2026 - Da Redazione
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Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 - anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.
Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell'articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre.
Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili.
Gli itinerari previsti in provincia di Avellino
E anche quest'anno tornano anche in provincia di Avellino con una selezione di luoghi che normalmente restano inaccessibili. Non è turismo. O almeno, non è solo quello. È qualcosa di più semplice e più necessario: la possibilità, per chi ci vive accanto da sempre, di vedere finalmente cosa c'è dietro un portone chiuso.
Ad Avella, il percorso parte dal Palazzo Ducale Alvarez De Toledo e passa per il Palazzo Borrelli — aperto in via esclusiva per questa occasione, mai visitabile prima — le Chiese di Santa Candida, di Santa Marina e di San Pietro. Sessanta minuti. Quanto basta per capire che certi paesi custodiscono più storia di quanta ne mostrino.
A Mirabella Eclano i percorsi sono due. Il primo itinerario attraversa i vicoli del centro storico, con punto di incontro al Monumento ai caduti; proseguendo per il Museo delle Arti Sacre, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e quella di San Bernardino, anch'essa aperta in esclusiva. Il secondo itinerario parte dalla Chiesa di San Francesco, porta al Museo del Carro, al Museo dei Misteri, alla sede del Comune. Luoghi del quotidiano e luoghi della memoria, uno accanto all'altro.
Le visite si tengono la mattina dalle 10:00 alle 13:00, il pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00. Per partecipare non occorre la prenotazione e l’accesso sarà organizzato in gruppi in ordine di arrivo. Per chi è iscritto FAI, si iscrive o rinnova al desk FAI, avrà accesso prioritario saltando la fila.
A raccontare le meraviglie di questi itinerari saranno gli Apprendisti Ciceroni del Liceo "Paolo Emilio Imbriani" di Avellino e dell'Istituto Superiore Aeclanum di Mirabella Eclano. Giovani che hanno studiato questi luoghi, imparato a raccontarli a tutti coloro che parteciperanno a questa importante festa della cultura.
La dottoressa Serena Giuditta, Capo Delegazione FAI di Avellino, presenta l’evento: «Le Giornate FAI di Primavera non sono soltanto un evento culturale: sono un atto d'amore verso la nostra terra. L'Irpinia custodisce bellezze straordinarie che meritano di essere conosciute, vissute e protette. Quando le persone conoscono il loro patrimonio, lo difendono. Ed è esattamente questa la missione che ci muove ogni giorno».