Urbanistica, l’opposizione di Venticano presenta un duro ricorso contro il P.U.C

 I consiglieri di minoranza Vittorio Ciarcia, Gerardo Giuseppe Colarusso e Michele Mogavero hanno depositato un esposto formale inviato a Provincia, ASL, Soprintendenza, Genio Civile e Carabinieri: “Un Piano dannoso, costruito senza badare ai dati reali, con lacune istruttorie gravissime. C'è un'ostinazione distruttiva di questa maggioranza che si riflette anche nel progetto di demolizione delle scuole attuali”.  Un Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) inadeguato, sovradimensionato rispetto alle esigenze reali del paese e viziato da macroscopici errori normativi ed esecutivi. È questo il duro atto d’accusa lanciato dai consiglieri comunali di opposizione di Venticano, che hanno ufficialmente depositato un esposto-ricorso contro il Preliminare del P.U.C. adottato dalla Giunta. Il faldone, firmato dai consiglieri Vittorio Ciarcia, Gerardo Giuseppe Colarusso e Michele Mogavero, è stato trasmesso a tutti gli organi di controllo competenti, tra cui la Provincia di Avellino, l'A.S.L., la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il Genio Civile e la Stazione dei Carabinieri di Dentecane, richiedendo il riesame immediato e la sospensione del provvedimento.

Nel ricorso, l'opposizione smonta punto per punto le previsioni del Piano, sollevando tre obiezioni insuperabili: 1. Quadro normativo errato e leggi abrogate: Le carte del P.U.C. presentano clamorosi vizi formali e sostanziali, come l'errata indicazione della legge regionale sul governo del territorio nella Tavola di Zonizzazione e, fatto ancora più grave, il richiamo operativo a un Regolamento regionale abrogato fin dall'ottobre del 2025. Una svista che compromette la legittimità delle procedure applicate e l'intero dimensionamento del Piano. 2. Cemento selvaggio in totale contrasto con il calo demografico: Nonostante i dati ufficiali allegati descrivano una popolazione in costante diminuzione, il Piano prevede incredibilmente un fabbisogno di 130 nuovi alloggi, per una colata di cemento stimata tra i 20.000 e i 30.000 metri quadri. La maggioranza pretende di consumare nuovo suolo agricolo e libero senza aver prima censito, come previsto per legge, l'enorme patrimonio edilizio esistente, fatto di case vuote, inutilizzate o recanti cartelli di vendita. 3. Impianto di compostaggio e minaccia igienico-sanitaria: Lo strumento urbanistico localizza un impianto di compostaggio per la frazione organica dei rifiuti proprio sulla porta di accesso al paese. La struttura sorgerebbe a ridosso del centro abitato, dello storico Palazzo Ambrosini e, paradossalmente, in immediata contiguità con un'area verde attrezzata e con il percorso salute, esponendo famiglie, bambini e sportivi a miasmi, odori nauseabondi e rischi di infestazioni. L’antitesi della buona politica: il confronto con il “Modello Lioni” Secondo i consiglieri d'opposizione, le storture della pianificazione di Venticano appaiono ancora più gravi se confrontate con le buone pratiche che stanno emergendo in Irpinia. “Proprio in questi giorni sul territorio provinciale si celebra il P.U.C. del Comune di Lioni come esempio virtuoso di pianificazione a consumo di suolo zero, basato sullo studio dello spopolamento, sul censimento delle case vuote e sul riuso esclusivo del patrimonio edilizio esistente. Il Comune di Venticano si colloca agli antipodi di questa visione moderna e sostenibile: anziché rigenerare l'esistente, la nostra amministrazione decide di cementificare aree libere senza alcuna necessità demografica, ignorando le reali esigenze della comunità.” Il filo conduttore: la volontà ostinata di demolire le scuole Questo modo di amministrare senza alcuna logica, secondo la minoranza, si riflette anche nella gestione dell'edilizia scolastica. Il paragone immediato è con la vicenda del Polo Scolastico. Anche in quel caso, la maggioranza ha palesato la volontà ostinata di voler abbattere a tutti i costi gli edifici scolastici attuali. Un progetto per ora solo presentato sulla carta, ma che ha già visto l'abbandono del vecchio piano che prevedeva una sede diversa, sicura e indipendente. La maggioranza intende imporre la demolizione e la ricostruzione nello stesso identico imbuto di traffico cittadino, senza alcuna garanzia logistica o temporale, scaricando sulle famiglie quelli che lo stesso Sindaco, in assemblea pubblica, ha definito "anni di sacrifici". La dichiarazione dei consiglieri d'opposizione: “Siamo di fronte a scelte scellerate e prive di una seria istruttoria scientifica o demografica. Ieri hanno proposto lo smantellamento al buio delle nostre scuole, oggi firmano la condanna del territorio con un P.U.C. che ignora le leggi vigenti e va in direzione opposta rispetto alla tutela dell'ambiente. Tra cemento ingiustificato e la prospettiva di miasmi a ridosso delle aree abitate e di pregio, quale eredità lascerà questo operato? Solo macerie materiali ed economiche. Abbiamo il dovere di tutelare l'interesse pubblico, la salute e la sicurezza della collettività, ed è per questo che chiediamo un riesame totale e trasparente dell'intero Piano”. L'opposizione ha chiesto formalmente l'acquisizione del ricorso e l'interruzione immediata delle successive fasi del P.U.C. fino a quando non verranno fornite controdeduzioni analitiche e basate su dati oggettivi.