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Alta Irpinia - Verso la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa tra 25 comuni per il "Progetto Vesuvio"

Prevenzione, sicurezza e una visione di futuro per le aree interne: sono i tre tasselli che l'Alta Irpinia intende percorrere con  il “Progetto Vesuvio” che ha l’obiettivo di creare un sistema di accoglienza programmata per l’eventuale emergenza legata al Vesuvio. Un modello pensato per evitare improvvisazioni e “sfollamenti senza regole” e, per scongiurare lo sradicamento di migliaia di cittadini vesuviani costretti a lasciare la propria terra senza una rete pronta ad assorbirli.

 In tale contesto, l’Alta Irpinia si prepara a formalizzare la disponibilità all’accoglienza tramite un Protocollo d’intesa che coinvolge ben 25 Comuni. Si tratta di una  opportunità per pianificare servizi, creare percorsi di integrazione e trasformare un rischio regionale in una risposta organizzata.

A spingere  sul percorso è la sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosanna Repole, presidente del Sistema Territoriale di Sviluppo Alta Irpinia che spinge per la costruzione di questo patto, anche per ragioni storiche. Repole richiama esplicitamente la memoria collettiva del terremoto del 1980: “l’Irpinia in quel momento ricevette sostegno, attenzione e accoglienza, e oggi sente il dovere morale e politico di ripristinare quella solidarietà. Il messaggio della prima cittadina è chiaro: l’Alta Irpinia non può restare spettatrice, ma deve contribuire a costruire un sistema campano di protezione e convivenza, capace di proteggere le comunità vesuviane senza disperderle.


Sul terreno operativo, un ruolo di impulso e collegamento viene attribuito anche ad Aldo Vella (ex sindaco di San Giorgio a Cremano) e alla realtà della Città Vesuviana, da tempo impegnato a sostenere il progetto e a favorire il dialogo tra territori.

I 25 Comuni della Città dell’Alta Irpinia che intendono aderire al Protocollo d’intesa di accoglienza,sono Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Cassano Irpino, Castelfranci, Montella, Nusco, Senerchia , Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Cairano, Calitri, Conza della Campania, Guardia Lombardi, Lacedonia, Lioni, Monteverde, Morra De Sanctis, Rocca San Felice, Sant’Andrea di Conza, Sant’Angelo dei Lombardi, Teora, Torella dei Lombardi, Villamaina  attraverso un patto tra comunità, strutturato e pronto. Anche perché – come ricorda la stessa memoria dell’Irpinia – certe tragedie non si superano da soli. Si superano costruendo reti. E soprattutto, costruendo responsabilità.