Caso Depuratore - Consiglio comunale a Nusco, l'avv.Petito per il Comitato civico sollecita impegni e risposte chiare

Puntuale, diretto e incisivo l'intervento durante la seduta di consiglio comunale straordinaria ed urgente di Nusco dell'avvocato Alfonso Petito  portavoce del Comitato civico  tutela della salute in rappresentanza delle famiglie di Procisa Nuova, delle Fiorentine che pubblichiamo integralmente:

-  Signor Presidente del Consiglio, Signori Sindaci, Signori Consiglieri, cittadini presenti. Intervengo a nome del costituendo comitato civico, in rappresentanza delle famiglie di Procisa Nuova, delle Fiorentine, delle contrade di Nusco, Lioni e Sant'Angelo dei Lombardi. Siamo qui per chiedere il rispetto della legge e per pretendere la tutela della salute pubblica. E lo facciamo in una seduta che voi stessi avete qualificato come straordinaria e urgente. Bene: se è urgente per voi, immaginate quanto lo sia per chi da tanti, troppi anni respira quell'aria. E siamo ancora qui. PRIMA QUESTIONE — IL CONTO TERZI: L'IMPIANTO DEVE TORNARE ALLA SUA FUNZIONE ORIGINARIA La prima richiesta è la più semplice e la più netta: il depuratore deve servire le fabbriche dell'area industriale, e nient'altro. Quell'impianto è nato per questo. Il conto terzi fu tollerato come risposta a un'emergenza: non era una destinazione strutturale, era un tampone. E un tampone non può diventare un modello di gestione permanente. Ma noi non lo diciamo soltanto per principio. Lo diciamo perché gli atti pubblici confermano il legame tra il conto terzi e ciò che respiriamo. Già nel 2014 i cittadini denunciavano «sversamenti continuativi di liquami, fanghi e percolato provenienti da altre aree industriali». Nel 2016 si scriveva che il depuratore, nato per l'area industriale, ormai riceveva carichi da tutta la Campania e trattava «percolato di dubbia provenienza con metodi di altrettanto dubbia conformità legale». Nel 2018 si segnalava un impianto «sottodimensionato, obsoleto», che «riceve reflui superiori e ad alto carico inquinante alla propria potenzialità depurativa». E oggi? Oggi non sono più solo i cittadini a dirlo. Lo dice la Regione Campania. La Direzione Generale Ciclo Integrato dei Rifiuti ha chiesto ad ARPAC una campagna di monitoraggio urgente, con olfattometria dinamica secondo la normativa, proprio per stabilire la correlazione tra le emissioni odorigene e l'attività "conto terzi" a mezzo autobotti. E nello stesso atto la Regione scrive, testualmente: "Valutazione delle misure di mitigazione d'urgenza (ad esempio introduzione di Prescrizioni gestionali immediate con limitazione dei conferimenti, fino alla sospensione cautelativa dell'attività 6.11 in caso di perdurante e comprovata inefficacia dei sistemi di abbattimento delle emissioni).".  Signori Consiglieri, leggiamo bene queste parole: limitazione dei conferimenti e sospensione cautelativa. Non le ha scritte il comitato. Le ha scritte la Regione Campania. Quindi quando qualcuno ci chiederà «ma perché siete contrari al conto terzi?», la nostra risposta è duplice e la diciamo qui, davanti a tutti. Sul piano tecnico: gli atti della Regione e i rilievi dell'ARPAC dimostrano che questo impianto è già oggi in grave sofferenza. Sono stati riscontrati superamenti nei parametri, mancato funzionamento dei sistemi di abbattimento, problematiche di eco-tossicità e criticità proprio nella gestione del percolato e dei carichi da autobotte. Il nuovo progetto di adeguamento prevede ulteriori serbatoi da 30.000 litri, nuove linee chimiche e scarichi per reflui da fuori area. Noi non siamo qui a sostituirci ai periti: su tutte le criticità tecniche, progettuali e amministrative faremo svolgere verifiche puntuali dai nostri tecnici di fiducia. Sul piano umano e politico, che è quello che compete a quest'aula: la nostra comunità subisce da troppi anni odori nauseabondi, esalazioni e timori costanti per l'aria, l'acqua e il suolo. E allora lo diciamo con fermezza: siamo contrari perché abbiamo già sacrificato per troppo tempo la nostra salute e quella dei nostri figli, e non siamo più disposti a sacrificare il nostro futuro e la nostra terra per trattare i rifiuti liquidi di mezza Campania. 

PRIMA DOMANDA: Siete favorevoli o contrari al conto terzi? E siete disposti ad approvare oggi un atto di indirizzo al Consorzio ASI che dica NO al conto terzi e vincoli il depuratore esclusivamente ai reflui della nostra area industriale? 

SECONDA QUESTIONE — SALUTE E LAVORO SONO DIRITTI DI PARI RANGO

Ci hanno raccontato per anni una favola: o il lavoro, o la salute. Come se fossimo noi a dover scegliere quale diritto costituzionale sacrificare. Noi rifiutiamo questo ricatto. La salute è tutelata dall'articolo 32 della Costituzione con la stessa dignità con cui la Carta tutela il lavoro. Non c'è una gerarchia. Non c'è uno sconto. E qui non parliamo di sensazioni. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, con comunicazione del 3 settembre 2026, ha trasmesso l'esposto a tutti voi — Comune di Nusco, Comune di Lioni, Regione, Provincia, ARPAC, Prefettura, ISPRA — chiedendo di comunicare l'eventuale insorgenza di profili di danno e/o minaccia di danno ambientale ai sensi della Parte VI del d.lgs. 152/2006.

Anche la CGIL di Avellino ha chiesto al Prefetto la convocazione urgente di un tavolo tecnico. Anche il sindacato, quello che rappresenta i lavoratori, dice che così non si può andare avanti. Quindi smettiamo di raccontarci che chi difende la salute è nemico del lavoro. Un'autorizzazione non è una licenza di avvelenare. 

 ➤ SECONDA DOMANDA: Da che parte state, concretamente? E in che modo pensate di stare dalla nostra parte: con quali atti formali, con quali tempi, con quali impegni verificabili? TERZA QUESTIONE — IL PROGETTO DI ADEGUAMENTO È LA CONFESSIONE CHE L'IMPIANTO ATTUALE NON VA C'è un paradosso che voglio mettere davanti a quest'aula. Da anni ci si è risposto che l'impianto funziona, che è a norma, che siamo allarmisti. 

Bene. Allora perché serve un revamping totale? Il progetto di fattibilità tecnico-economica per la manutenzione straordinaria e l'efficientamento degli impianti Nusco F1 e F2 prevede: rifacimento integrale della linea Fenton, nuova unità di trattamento bottini, installazione di scrubber per l'abbattimento dell'aria da 5.000 Nmc/h sui comparti di pretrattamento percolato e digestione aerobica, sostituzione dell'ispessitore fanghi, nuovo sistema di disidratazione, nuova linea aria a bolle, cabina insonorizzata, serbatoi chimici da 10.000 e 30.000 litri con vasche di contenimento, rifacimento totale dell'impianto elettrico.Se occorre tutto questo, allora l'impianto di oggi non è adeguato. Punto. 

Un impianto costruito quarant'anni fa non è adeguato né per la funzione originaria, né — a maggior ragione — per il conto terzi, che comporta la movimentazione di acido cloridrico, soda caustica, cloruro ferrico, calce, acqua ossigenata, PAC. E badate: quegli stessi elaborati non nascondono affatto la destinazione. Vi si legge, nero su bianco: «Trattamento bottini rifiuto conto terzi», «Stoccaggio rifiuti liquidi conto terzi», «Scarico conto terzi». Quindi la scelta è politica, non tecnica: si vuole strutturare il conto terzi, non superarlo. E noi diciamo no. Nel frattempo, cosa accade? Il progetto stesso dichiara che «durante la fase di realizzazione degli interventi non sarà modificato il processo produttivo». Cioè: si continua come prima, in attesa dei lavori. Ed è esattamente ciò che è stato segnalato alle autorità competenti: il rischio che l'impianto continui a funzionare nelle condizioni attuali in attesa degli interventi, con protrazione di condotte lesive dell'ambiente e della salute. Noi chiediamo l'immediata cessazione dell'utilizzo per conto terzi, non fra due anni, non a fine cantiere. Adesso.

TERZA DOMANDA: Ritenete sì o no che il progetto di adeguamento sia la prova che l'impianto attuale non rispetta gli standard necessari? E se lo ritenete, perché non chiedete oggi stesso l'immediata cessazione dei conferimenti conto terzi? 

QUARTA QUESTIONE — LE ANALISI DELL'ULTIMO ANNO E MEZZO: I NUMERI, NON LE OPINIONI 

Ora vi chiedo di ascoltare dei numeri. Non parole nostre: rapporti di prova ARPAC. Controllo del 17 febbraio 2025. Il test ecotossicologico su Daphnia magna dà 97% di immobilità, contro un limite del 50%. E la relazione richiama la Nota 5, che impone l'approfondimento. Eppure la trasmissione esterna attesta la conformità complessiva senza evidenziare alcun followup tecnico-amministrativo. Fermiamoci un istante. Un test che uccide o immobilizza il 97% degli organismi. E la pratica va avanti come se nulla fosse.

Visita ispettiva AIA del 14 aprile 2026. Superamenti dei limiti di Tabella 3: Azoto nitrico 57 mg/L contro 20; Tensioattivi totali 4 mg/L contro 2. Contestazione per violazione dell'art. 101, comma 1, d.lgs. 152/2006, con esclusione dell'oblazione. Seconda visita ispettiva del 1° luglio 2026. Qui, Signori Consiglieri, il quadro diventa impressionante: lettopercolatore fermo, vasche di sedimentazione ferme, scrubber S1 e S2 non funzionanti, barriera perimetrale antiodore assente, autocontrolli eseguiti ma non comunicati, scarico recapitato su suolo e alveo asciutto del Torrente Iemale.

E il rapporto chimico del 20 luglio 2026 sui limiti di Tabella 4 per lo scarico su suolo: 

Parametro Rilevato Limite Solidi sospesi 38 25 BOD5 70 20 COD 202 100 Cloruri 560 200 Azoto totale 100 15 Boro 5 0,5 (10 volte) Rame 1 0,1 (5 volte)

E poi il dato che dovrebbe far sobbalzare quest'aula: la presenza di Cadmio, Cromo VI, Mercurio, Idrocarburi totali e Solventi clorurati — sostanze vietate nello scarico su suolo e sottosuolo. ARPAC ha trasmesso notizia di reato alla Procura anche perchè: "Le acque all'uscita della vasca di clorazione presentano colore bruno e schiuma, sintomatici di un trattamento inefficace.". A questo si aggiunge la nota regionale del 10 agosto 2026: ispezioni con esiti di non conformità rispetto alle prescrizioni AIA e al Piano di Monitoraggio e Controllo; diffide e sanzioni per mancata osservanza dei decreti AIA e mancata comunicazione dei dati; irregolarità nel registro carico/scarico del percolato; rilievi ARPAC del 24 marzo e 14 aprile 2026 che «davano luogo a rilievi di natura penale»; preannuncio di «sospensione temporanea e parziale dell'attività (IPPC 6.11)». E allora la domanda diventa inevitabile.

QUARTA DOMANDA: Avete un commento su queste analisi dell'ultimo anno e mezzo? E soprattutto: nel corso di questi anni, avete mai chiesto formalmente ad ARPAC e alla Regione gli esiti delle analisi ambientali, con particolare riferimento alle schede di valutazione della qualità dell'aria? Se sì, quando e con quali atti; se no, perché no ?

 QUINTA QUESTIONE — CONTROLLI SU TUTTI GLI OPIFICI, NON SOLO SUL DEPURATORE Il depuratore è il cuore del problema, ma non è tutto il problema. E allora: perché i controlli devono essere un evento eccezionale, che arriva solo dopo un esposto e più di duemila firme?  I controlli devono essere ordinari, periodici, programmati e pubblici. Aggiungo un dato che quest'aula deve conoscere: il d.lgs. 152/2006 prevede che i risultati del controllo delle emissioni in possesso dell'autorità competente «devono essere messi a disposizione del pubblico». Non è una gentilezza. È un obbligo di legge.

QUINTA DOMANDA: Vi impegnate a chiedere formalmente un piano di controlli periodici e programmati su tutti gli opifici dell'area industriale, con pubblicazione degli esiti e monitoraggio continuo accessibile ai cittadini?

                                                                            CHIUSURA

E ora, Signori Consiglieri, permettetemi di mettere da parte le tabelle. Perché dietro ogni riga di quei rapporti di prova non ci sono numeri. Ci sono persone. Ci sono le voci raccolte negli atti depositati in Procura. Orbene, considerato che anche "Le molestie olfattive" sono reato ex art. 674 c.p. “anche quando l'impianto è autorizzato e i limiti di emissione sono rispettati, e non lo dico io lo dice la Suprema Corte di Cassazione, non siamo esagerati. Siamo allo stesso tempo testimoni e persone offese. Aspettare che il danno diventi irreversibile è sempre stato il modo peggiore di fare politica ambientale... Vogliamo che le istituzioni facciano fino in fondo la propria parte per tutelare la salute degli abitanti e la natura della nostra terra. Nella convinzione che essere radicali nella difesa della salute, intransigenti sulla trasparenza, determinati nel pretendere i controlli e rifiutare che l'interesse economico venga prima del diritto alla salute NON è sbagliato! E infine — e con questo chiudo — c'è l'appello che ha attraversato le nostre contrade in questi giorni. Un appello nato dal dolore per gli ammalati e per i morti di tumore, e dal rimprovero verso l'inerzia: "ora è il momento di svegliarci", "servono le AZIONI!".

Servono le azioni. Non le rassicurazioni. Non i tavoli senza esito. Non le relazioni che si rincorrono da un protocollo all'altro mentre le vasche restano scoperte e gli scrubber restano spenti. Signori Sindaci, Signori Consiglieri: il tempo fin qui trascorso e gli esposti di questi anni sono la misura esatta del nostro e quindi del vostro tempo scaduto. Oggi non scriviamo più. Oggi vi guardiamo negli occhi e vi chiediamo di votare. Perché quando i nostri figli, fra vent'anni, chiederanno chi sapeva e non fece nulla, la risposta sarà scritta nel verbale di questa seduta. Il verbale di oggi è il documento con cui ciascuno di voi passerà alla storia di questa comunità. Noi non chiediamo miracoli. Chiediamo tre cose semplici: che la legge sia rispettata, che i controlli siano fatti, che i dati siano pubblici. E chiediamo una cosa in più, che non è tecnica ma morale: che nessuno, mai più, ci chieda di scegliere tra il pane e il respiro. 

DOMANDA FINALE, LA PIÙ IMPORTANTE: 

Siete disposti, qui e oggi, in questa seduta straordinaria e urgente, ad approvare un atto di indirizzo al Consorzio ASI che: (1) dica NO al conto terzi; (2) chieda l'immediata cessazione dei conferimenti da fuori area; (3) imponga controlli periodici su tutti gli opifici; (4) garantisca la pubblicazione integrale di tutti i dati ambientali? Sì o no. Senza rinvii. Senza formule di compromesso. Lo dobbiamo a noi. Lo dobbiamo ai nostri figli. 

                                                                                       Grazie!