L'ultimo saluto al dottor Frieri tra commozione e partecipazione. Il Vescovo Cascio: "Angelo appartiene a tutti"

 Una Cattedrale gremita nel rispetto della normativa Covid  ha accolto a Sant'Angelo dei Lombardi  il feretro di Angelo Frieri. Dopo aver sostato nel piazzale dell'Ospedale Criscuoli, cittadini,  amici, colleghi con la Morgante in testa,  i dott. Bellizzi, Musto,  Zerbino, Picardo, Gironda, Sicuranza, Vuotto, Mariello, Frullone, Macina ed altri,   autorità militari,  amministratori locali con il sindaco Marandino, la consigliera provinciale Repole, assessori comunali ,Stefano Farina, Michele Miele, Luigi D'Angelis, Gianluca Festa con Laura Nargi,   hanno stretto in un corale abbraccio la moglie Silvia, i figli Camilla e Paolo, il fratello Giuseppe e la sorella Maria Antonietta.  Una cerimonia commovente, con alto senso di religiosità e di umanità vissuta da quanti hanno partecipato, dentro e fuori dalla Cattedrale,  durante  la Messa officiata dall'Arcivescovo Mons. Pasquale Cascio e dal Vescovo di Ariano, Mons. Sergio  Melillo. 


 Intensa l'omelia di Mons. Cascio che ha messo in luce  il senso missionario di Frieri, ricordando che,  "Angelo appartiene a tutti, per la sua missione di servire e curare tutti indistintamente". Per l'Alto Prelato   è stato ,"il medico di questo territorio nel quale ha allargato  il suo spazio di servizio, non di potere" . Il dottore Frieri è rimasto legato all'Irpinia ed  ha lasciato una eredità che non possiamo perdere, ha continuato il Vescovo - occorre essere legati a questa Terra, per difendere, custodire e  promuovere i Presidi Ospedalieri. Angelo è stato il Buon Samaritano: lui ha lasciato una parte del suo cuore per le energie che occorre profondere nell' esercizio delle nostre azioni".  La manager Maria Morgante visibilmente emozionata ha espresso il cordoglio ricordando che, " per tutti noi sei stato la guida e il  sostegno che non è  mai venuto meno.  Per il Direttore Generale dell'Asl ,  " sapeva agire, infondendo serenità, una guida per tutti.  Il  primo ad assistere i malati Covid  trasmettendo  il positivo  nelle cose che ci hanno consentito di andare avanti. Grazie , - ha concluso Morgante -  per quanto hai fatto in questi 40anni. Ci lasci un esempio di generosità. Sei stato un fratello e un padre, mi hai dato la speranza e nuove certezze".


Toccante l'intervento del primo cittadino di Sant'Angelo dei Lombardi, Marco Marandino. "Dovete e dobbiamo essere fieri e orgogliosi come cittadini del territorio per  una persona  generosa  al completo servizio agli altri. Anche la donazione degli organi è la dimostrazione di ciò che era, ha ricordato il primo cittadino - Il suo nome sarà associato  a quello del presidio ospedaliero che ha contribuito a ricostruire nel periodo successivo al sisma dell'80". "Non ha mai risposto in modo astioso o scorbutico, era calmo nelle sue risposte anche in momenti difficili. Rimarrà nella nostra memoria, lo dobbiamo onorare per il patrimonio di valori che ci ha lasciato, ha concluso la fascia tricolore". Il Vescovo di Ariano Melillo: " Grazie per quanto hai fatto, per la vicinanza alla nostra gente. Il Vescovo ha ricordato l'impegno quotidiano del dott.Frieri, e l'attenzione per i malati,  "sul dolore ci hai messo la vita. Sentiamo la tua presenza per la tua pacatezza, per il silenzio operoso, per la tua dedizione agli altri. Il Signore ti accolga nel suo abbraccio misericordioso". Il fratello Giuseppe : "Ringrazio tutti per l' accoglienza che ha mostrato Sant'Angelo. Grazie.". Ed infine la  moglie :


"Per lui Sant'Angelo è rimasto un vincolo indissolubile. Grazie a quanti hanno amato Angelo. Le sue rinunce, anche personali, sono state comprese. Mi sento di ringraziare e mi auguro che questa provincia colga il suo pensiero: quello di portare l'Irpinia a livelli di qualita' e di vera competizione." Nella  giornata del cordoglio e del dolore,


la testimonianza di vita terrena di Angelo si racchiude nei valori della vicinanza, della condivisione e della   speranza. L'affetto che ha circondato il dott.Frieri è stato palpabile nelle persone presenti presso il Criscuoli, poi in Cattedrale e nell'ultimo viaggio al Cimitero del suo paese natio.