Miasmi e proteste per il depuratore Nusco, il sindaco di Lioni chiede verifiche ad Arpac e controlli


Da circa 15 anni  il depuratore di Nusco crea notevoli criticità non compatibili con la normativa che prevede la tutela dell’ambiente e della salute degli abitanti. Da anni si discute, si protesta ma purtroppo  si continua a permettere di sversare veleni. Gli abitanti della zona, ma ormai anche del centro abitato   hanno più volte sollecitato interventi contro il fetore che è diventato l'incubo di molti cittadini.Sono anni che  questi abusi vanno avanti e sono obbligatorie iniziative più incisive  anche a mò di  denunce per la soluzione del  problema  ufficializzando  i rilevamenti per analizzare acque e suolo. Sono in atto da giorni le proteste degli abitanti e delle famiglie alle prese con la drammatica e non più rinviabile grave situazione.
Sul caso, interviene il sindaco di Lioni, Yuri Gioino con il seguente 
omunicato: 
"Sul depuratore dell'area industriale ASI, nel territorio di Nusco, ho chiesto all'Arpac e agli altri organi preposti di effettuare controlli e verifiche di tutela ambientale e sanitaria. Il disagio provocato dai miasmi, gas e vapori che sprigionano le vasche e che raggiungono anche il centro abitato di Lioni, è diventato insostenibile e richiede approfondimenti urgenti". Lo dichiara il sindaco di Lioni, Yuri Gioino.


"Già durante il mio primo mandato da sindaco avevo sollecitato provvedimenti. In quell'occasione, la Regione Campania finanziò il Consorzio ASI per la realizzazione di interventi di efficientamento dell'impianto. Ora che l'attività del sito di depurazione è tornata a pieno regime, la problematica si ripropone palesando evidentemente l'inefficacia dei lavori realizzati", continua Gioino.

"Auspico quindi che nell'immediato vengano aumentati i controlli, anche per fugare dubbi sulla natura e la provenienza degli scarichi sottoposti a trattamento - conclude Gioino -, e subito dopo che il Consorzio ASI si attivi, come già sta facendo, per interventi definitivi e risolutivi di una problematica con la quale, da troppo tempo, sono costretti a convivere i cittadini di Lioni, in particolare quelli residenti nelle contrade limitrofe all'area industriale".