Il segretario Angelo Rossi della FIMMG accoglie con favore il modello di sanità territoriale e sigla l’accordo con l’ASL

In vista dell’imminente apertura delle Case di Comunità sul territorio provinciale, la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) esprime soddisfazione per un passaggio che segna un’evoluzione importante nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale. Grazie al confronto con l’Azienda Sanitaria, è stato definito un accordo che disciplina la partecipazione dei Medici di Medicina Generale alle attività delle Case di Comunità, su proposta di tutti i Coordinatori AFT e d’intesa con gli altri sindacati rappresentativi in Comitato Aziendale, con l’obiettivo di garantire un servizio efficiente, sostenibile e realmente integrato. L’intesa prevede che i medici di famiglia, pur mantenendo il proprio ruolo centrale nell’assistenza fiduciaria presso gli studi, possano partecipare su base volontaria alle attività ambulatoriali delle Case di Comunità, contribuendo a rafforzare l’offerta sanitaria territoriale. Tale scelta si è resa necessaria anche alla luce della carenza di personale dedicato alle attività orarie, che da sola non sarebbe sufficiente a garantire la piena operatività delle strutture. L’accesso alle cure di medicina generale all’interno delle Case di Comunità sarà integrativo all’assistenza fiduciaria e solo per visite occasionali non differibili ambulatoriali, per assistenza ai turisti, agli studenti fuori sede e cittadini non residenti , ma comunque non classificabili come urgenze- emergenze, che continuano a trovare risposta nei consueti percorsi assistenziali. Le Case di Comunità rappresentano un modello innovativo basato sull’integrazione tra professionisti: medici di medicina generale, infermieri, specialisti ambulatoriali, psicologi e assistenti sociali lavoreranno in sinergia per assicurare una presa in carico più completa e continuativa dei bisogni di salute dei cittadini. Particolare attenzione sarà dedicata alla prevenzione e alla medicina di iniziativa, attraverso programmi di screening rivolti alla popolazione, finalizzati all’individuazione precoce delle principali patologie croniche, come quelle cardiovascolari, metaboliche e respiratorie. L’accordo definisce inoltre modalità organizzative chiare e sostenibili, con turni strutturati, strumenti informatici condivisi e supporto logistico garantito dall’Azienda sanitaria, al fine di consentire ai medici di operare in modo efficace senza compromettere l’attività ordinaria nei propri studi.
“La realizzazione delle Case di Comunità – dichiara il Segretario provinciale FIMMG dott. Angelo
Rossi – rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la sanità territoriale. Il medico di
famiglia resta il punto di riferimento del cittadino, ma all’interno di una rete più ampia e strutturata.
Questo accordo dimostra che, attraverso il dialogo, è possibile costruire soluzioni equilibrate che
migliorano l’assistenza e valorizzano il ruolo dei professionisti.”
La FIMMG sottolinea come la vera sfida sarà ora quella dell’attuazione concreta del modello, che
richiederà un impegno costante da parte di tutte le componenti del sistema sanitario, affinché le
Case di Comunità diventino un presidio realmente vicino ai cittadini e capace di rispondere in modo
efficace ai nuovi bisogni di salute.
