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Nuove regole del Governo sulle zone montane: a rischio 120 comuni campani

La neo assessora della Regione Campania,Angelica Saggese denuncia con un post apparso sulla pagina social - il rischio che le nostre aree interne stanno correndo a causa dei nuovi parametri della legge 131/2025 "legge per le zone montane". Non possiamo accettare, continua l'ex parlamentare - che un semplice calcolo matematico su pendenze e altimetrie cancelli, con un colpo di penna, l'identità e i diritti dei nostri territori.
Con l'attuale quadro normativo nazionale, circa 120 Comuni della Campania, la maggior parte dei quali nelle aree interne della provincia di Salerno, perderanno lo status di "montano", nonostante presentino evidenti condizioni di disagio strutturale e difficoltà di accesso ai servizi.
Questo non è un dibattito accademico, è una questione che tocca la carne viva delle nostre comunità. Essere esclusi dalla classificazione montana significa perdere benefici fiscali essenziali, ad esempio l'esenzione IMU sui terreni agricoli, e rischiare nuovi tagli ai servizi essenziai, due su tutti, scuole e sanità, favorendo uno spopolamento che non possiamo più permetterci.
Il rischio è un esclusivo rafforzamento della montagna Alpina, ignorando la realtà del nostro Appennino e delle nostre "montagne di mezzo", aree abitate che necessitano di sostegno e non di ulteriori ostacoli.
La posizione della Regione Campania è chiara, e ringrazio in tal senso il Presidente Fico e l'Assessora Serluca, che nelle sedi istituzionali stanno contrastando con determinazione questo disegno che danneggia fortemente le aree interne del nostro meridione.
La "vera montagna" non si misura solo con il righello, ma valutando i gap infrastrutturali, i dati demografici, la qualità dei servizi. Sosterremo con forza la necessità di definire, parametri equi e rispettosi della varietà dei territori italiani.
Non permetteremo che le aree interne della Campania diventino territori di "serie B".
