Lioni - Riforma della giustizia: confronto tra accademia, magistratura e imprese

Confronto nel pomeriggio sulla Riforma della giustizia nella sala consiliare del comune di Lioni. Al convegno del Centro Studi Alta Irpinia la partecipazione degli Ordini Professionali, della Magistratura, di Confindustria, Confartigianato, delle istituzioni del territorio per discutere della riforma costituzionale della giustizia e impatto sul sistema Paese. Si è svolto con la partecipazione di professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico il convegno dedicato alla riforma costituzionale della giustizia, promosso dall’A.P.S. Centro Studi Giuridici ed Economici – Alta Irpinia, realtà impegnata dal 2007 nella promozione di iniziative formative rivolte ai professionisti e al tessuto economico-sociale del territorio. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tecnico e pluralista sui principali profili della riforma e sui suoi possibili effetti sul sistema giudiziario e sul contesto economico e sociale. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Lioni Yuri Gioino che ha sottolineato il valore civico della iniziativa, del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino Fabio Benigni, del Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Avellino Carmine Ferrara, del Presidente di Confindustria Avellino Emilio De Vizia e del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope rappresentata dalla docente Francesca Angiolini, che hanno sottolineato l’importanza di momenti di approfondimento scientifico e di confronto interdisciplinare su temi centrali personale e per lo sviluppo del Paese.
La tavola rotonda, moderata e coordinata dall’avvocato Raffaele Capasso, presidente dell’A.P.S. Centro Studi Giuridici ed Economici – Alta Irpinia, ha avuto l’obiettivo di offrire una lettura tecnica e articolata e plurale della riforma del Titolo IV della Costituzione, con particolare attenzione agli effetti 2 sull’organizzazione della giurisdizione, sul funzionamento del processo. e sul sistema socio-economico del paese.
Nel primo intervento, la professoressa Paola Mazzina, docente di diritto costituzionale e pubblico presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, ha analizzato i profili costituzionali della riforma, soffermandosi sul contesto politico-istituzionale in cui essa si colloca, sul metodo della revisione costituzionale previsto dall’articolo 138 della Costituzione e sul merito delle modifiche proposte. L’attenzione si è concentrata sulle innovazioni relative all’assetto della magistratura e al sistema di autogoverno, valutate alla luce dei principi di autonomia e indipendenza e dell’equilibrio tra funzioni requirenti e giudicanti.
La dottoressa Teresa Cianciulli, magistrato presso il Tribunale di Avellino e la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado, ha approfondito le possibili ricadute della riforma sull’organizzazione della giurisdizione civile e tributaria, anche in relazione agli obiettivi del PNRR in materia di efficienza della giustizia e riduzione dei tempi processuali, evidenziando i possibili effetti della prospettata bipartizione del Consiglio Superiore della Magistratura sull’equilibrio complessivo del sistema.
Il tema della separazione delle carriere è stato al centro dell’intervento della professoressa Carla Pansini, docente di diritto processuale penale presso l’Università Parthenope, che ha evidenziato la coerenza della riforma con il modello del giusto processo introdotto dal codice di procedura penale del 1988 e rafforzato dall’articolo 111 della Costituzione. In tale prospettiva, la separazione delle carriere è stata interpretata come strumento volto a rafforzare la terzietà e l’imparzialità del giudice nel sistema accusatorio.
Sui possibili profili di criticità della riforma si è soffermata la dottoressa Elena Di Bartolomeo, magistrato presso il Tribunale di Avellino, che ha analizzato gli effetti della riforma sugli equilibri del processo penale e sulle garanzie costituzionali, con particolare riguardo alla relazione tra funzione 3 requirente e giudicante e alla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura.
L’avvocato Raffaele Tecce, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Avellino e responsabile della Scuola Forense, ha affrontato il tema del ruolo dell’avvocatura nella tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, evidenziando come la riforma imponga una riflessione sul principio della presunzione di innocenza, sulla parità tra accusa e difesa e sulla necessità di garantire un giudice realmente terzo e imparziale.
Il magistrato Mario Fiore, presidente di sezione della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Salerno, ha dedicato il proprio intervento agli effetti della riforma sul sistema giurisdizionale, soffermandosi in particolare sul meccanismo del sorteggio nella composizione del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’Alta Corte disciplinare e sui riflessi in termini di legittimazione, trasparenza e fiducia istituzionale.
A concludere il ciclo degli interventi della tavola rotonda è stato l’avvocato Emilio Cordasco, del Centro Studi Alta Irpinia, che ha analizzato l’impatto della riforma sulla parità delle parti nel processo penale, interrogandosi sulla capacità del nuovo assetto di incidere sulla trasparenza dei rapporti tra pubblico ministero e giudice e sull’equilibrio tra le funzioni della magistratura.
Le conclusioni sono state affidate al professor Luigi Lepore, docente di Economia aziendale presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, che ha ampliato la riflessione al rapporto tra sistema della giustizia e mondo economico-produttivo. In particolare, è stato evidenziato come la certezza del diritto e l’efficienza del sistema giudiziario rappresentino fattori determinanti per la competitività del Paese, per la fiducia degli operatori economici e per la capacità del sistema produttivo di attrarre investimenti. Il convegno ha rappresentato un significativo momento di approfondimento e confronto interdisciplinare su una riforma destinata a incidere in modo rilevante sull’assetto costituzionale della giustizia, confermando il ruolo del Centro Studi Giuridici ed Economici – Alta Irpinia come spazio di dialogo tra istituzioni, professioni e mondo accademico.


