Questo sito web utilizza cookie tecnici per assicurare una migliore esperienza di navigazione; oltre ai cookie di natura tecnica sono utilizzati anche cookie di terze parti.Leggi Altro
Avellino - Lunga notte delle Chiese 2026 - In Cattedrale una serata tra musica, arte e spiritualità sulle orme di San Francesco
mercoledì 3 giugno 2026 - Da Redazione
322
Venerdì 5 giugno 2026, la Cattedrale Santa Maria Assunta di Avellino aderisce all'undicesima edizione della Lunga Notte delle Chiese, l'iniziativa nazionale che apre le porte delle chiese italiane per una serata dedicata alla bellezza, alla cultura, alla riflessione e alla spiritualità.
Il tema scelto per l'edizione 2026 è "HOME – Francesco, va' e ripara la mia casa", in occasione delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d'Assisi.
A partire dalle ore 20.30, la Cattedrale si trasformerà in uno spazio di ascolto e contemplazione, accogliendo cittadini, fedeli, visitatori e appassionati d'arte in un percorso che intreccia musica, parola e bellezza.
Al centro della serata il concerto a lume di candela "Francesco e l'armonia ritrovata", eseguito dall'Orchestra Giovanile Daimon e dal Coro femminile Lumina, un viaggio musicale ispirato alla figura del Santo di Assisi e alla sua capacità di riconciliare l'uomo con sé stesso, con gli altri, con il creato e con Dio.
Ad accompagnare il percorso musicale saranno le meditazioni di monsignor Pasquale Iannuzzo, che svilupperanno il tema della "casa" come luogo interiore, relazionale e comunitario da custodire e riparare.
La serata sarà inoltre arricchita dall'intervento di Martino Del Mastro, con il percorso "Ripara l'arte e amala", dedicato alla lettura di alcuni capolavori artistici che raccontano, attraverso la bellezza, il desiderio umano di ricostruzione, armonia e speranza.
L'iniziativa intende offrire alla città un'occasione per fermarsi, ascoltare e interrogarsi sul significato profondo dell'abitare il mondo. Riparare la casa, infatti, non significa soltanto restaurare edifici, ma prendersi cura della propria interiorità, delle relazioni, delle comunità e del creato.
Come San Francesco, anche l'uomo contemporaneo è chiamato a mettersi in ascolto di una voce che invita a non restare spettatore della storia, ma a diventare custode di ciò che gli è affidato.