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Biogem - Prende il via ad Ariano un nuovo progetto sulla fibrosi polmonare

Mercoledì 22 aprile alle ore 11.00 presso l’Aula Magna “Emmanuele F.M. Emanuele” di Biogem, ad Ariano Irpino, sarà dato il via ad un nuovo progetto di ricerca, dal titolo “Sviluppo di uno strumento basato sul deep learning per l'analisi scRNAseq del sangue: una piattaforma predittiva completa basata sull'intelligenza artificiale per la diagnosi e il potenziale trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (IPF)” (acronimo: SPARK), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito dell’Avviso per la presentazione di proposte progettuali a valere sul Fondo italiano per le scienze applicate contenuto nel Decreto del 18 luglio 2024, n. 1075 (FISA-2024).
Carebios srl, una società controllata di Biogem, è l’ente presso il quale saranno sviluppate le attività di ricerca. La prof.ssa Rosalinda Sorrentino dell’Università di Salerno è principal investigator del progetto SPARK, che prevede anche la partecipazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una malattia grave dei polmoni in cui il tessuto si indurisce e si danneggia progressivamente, compromettendo la respirazione e la qualità della vita dei pazienti. I farmaci attualmente disponibili rallentano la malattia, ma non sono sufficienti a fermarla del tutto, anche perché spesso viene diagnosticata troppo tardi. Inoltre, mancano strumenti diagnostici rapidi e precisi che permettano di intervenire tempestivamente e monitorare efficacemente le terapie.
Il progetto SPARK mira a colmare queste lacune sviluppando un software semplice da usare, basato sull’analisi avanzata delle cellule del sangue, per individuare segnali precoci della malattia e comprendere meglio i meccanismi che la causano.
A tal fine il progetto, che avrà una durata di 5 anni, combinerà diversi approcci, inclusa l’analisi dello stile di vita, dei dati clinici e delle immagini diagnostiche (radiografie e TAC) dei pazienti con IPF, lo sviluppo di una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale, l’utilizzo di modelli sperimentali, sia cellulari sia animali.
In questo modo, il progetto punta a migliorare la diagnosi precoce, il monitoraggio della malattia e lo sviluppo di nuovi trattamenti più efficaci.
