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Biogem rafforza il suo ruolo di riferimento internazionale nella ricerca sulle malattie renali
lunedì 15 giugno 2026 - Da Redazione
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Biogem continua a distinguersi sulla scena scientifica internazionale grazie ai risultati ottenuti nel campo delle malattie renali. In queste settimane, una numerosa delegazione di ricercatori dell'Istituto, guidata dal direttore scientifico, il professor Giovambattista Capasso, sta presentando i più recenti progressi delle proprie attività di ricerca in importanti appuntamenti internazionali dedicati alla nefrologia.
Il professor Capasso ha preso parte al 41° Congresso della Società Ceca di Nefrologia, svoltosi a Praga dal 20 al 22 maggio, dove ha tenuto la lettura magistrale dal titolo "The Forgotten Organ in CKD: The Brain" un tema che rappresenta oggi uno dei filoni di ricerca più innovativi sviluppati da Biogem.
Successivamente, dal 3 al 6 giugno, i ricercatori del Laboratorio di Nefrologia Traslazionale hanno partecipato al Congresso della European Renal Association (ERA), il più importante evento annuale europeo dedicato alle malattie renali, tenutosi quest'anno a Glasgow. L'incontro ha riunito oltre 12000 specialisti provenienti da tutto il mondo per discutere le più recenti innovazioni nella diagnosi, prevenzione e trattamento delle patologie del rene.
Tra i temi presentati da Biogem, particolare attenzione è stata dedicata agli studi sul legame tra rene e cervello, un settore di ricerca che vede l'Istituto irpino tra i protagonisti a livello internazionale. Queste attività di ricerca di Biogem sono sostenute dalla Regione Campania, attraverso il progetto P4P, e dalla Commissione Europea, tramite i progetti NutriBrain e Momentum.
Le ricerche hanno evidenziato come la malattia renale cronica possa influenzare non solo la funzionalità dei reni, ma anche la salute del cervello. In particolare, i risultati ottenuti su un modello murino di insufficienza renale cronica, messo a punto dalla dott.ssa De Ananya, dottoranda di ricerca di origine indiana, suggeriscono che individuare precocemente eventuali segnali di declino cognitivo consente interventi tempestivi, contribuendo a rallentare la progressione dei disturbi e a migliorare la qualità della vita.
In un modello chimico di insufficienza renale cronica, sviluppato dalla dott.ssa Iuliano, anche lei dottoranda presso Biogem, ha consentito di approfondire il ruolo delle cosiddette tossine uremiche, sostanze che tendono ad accumularsi nell'organismo quando i reni non funzionano correttamente. Gli studi comportamentali condotti dal dott. de Donato sul modello murino indicano che queste tossine potrebbero contribuire allo sviluppo di alterazioni neurologiche e cognitive associate alla malattia renale cronica.
Ulteriori studi, condotti dalla dott.ssa Iervolino, su modelli di zebrafish, hanno, inoltre, mostrato come alcune di queste sostanze possano provocare danni sia ai reni sia al sistema nervoso. I risultati ottenuti contribuiscono a chiarire i meccanismi che collegano la malattia renale ai disturbi neurologici e aprono nuove prospettive per lo sviluppo di terapie capaci di prevenire il declino cognitivo nei pazienti.
Al Congresso ERA, Biogem ha presentato anche importanti risultati nel campo della terapia genica per il trattamento di rare malattie ereditarie del rene. Si tratta di patologie causate da alterazioni genetiche che compromettono la normale funzionalità dell'organo. Questo settore, ancora poco esplorato a livello internazionale in riferimento alle patologie renali, è sviluppato a Biogem sotto la guida della dott.ssa Iervolino in collaborazione con il professor Francesco Trepiccione dell’Università Vanvitelli di Napoli, del dott. Staiano del Tigem e del professore Picard del CNRS di Lione. Questi studi sono finanziati dalla Regione Campania con il progetto Fanteg e dall’Afm Telethon.
In Biogem si stanno studiando nuove strategie per trasportare geni terapeutici direttamente nelle cellule renali attraverso particolari vettori biologici. I risultati preliminari presentati dal dott. Miele durante il congresso confermano la fattibilità di questo approccio e rappresentano un passo importante verso future applicazioni terapeutiche, anche se saranno necessari ulteriori studi per aumentarne l'efficacia.
Accanto alla ricerca di base, Biogem ha presentato al Congresso ERA anche importanti risultati in ambito clinico, con l'obiettivo di migliorare la diagnosi, la prognosi e il trattamento delle malattie renali. Questi sono stati condotti dalla prof.ssa Miriam Zacchia e dalla brillantissima dott.ssa Floriana Secondulfo, entrambe afferenti al Dipartimento di Nefrologia della Università della Campania Luigi Vanvitelli che da sempre è associata a Biogem, e rappresenta la controparte clinica della Unità di Nefrologia Translazionale dell’Istituto di ricerca irpino.
Tra gli studi presentati, particolare interesse ha suscitato un nuovo approccio dedicato al rene policistico autosomico dominante, una delle più diffuse malattie genetiche del rene. Oggi l'analisi delle alterazioni genetiche associate a questa patologia consente principalmente di stabilire se una variante sia dannosa oppure no, ma fornisce informazioni limitate sulla possibile evoluzione della malattia nei singoli pazienti.
Per superare questo limite, i ricercatori hanno sviluppato un innovativo algoritmo informatico capace di analizzare in modo più approfondito gli effetti delle singole mutazioni genetiche. Il sistema è in grado di individuare quali meccanismi biologici risultano alterati e di suggerire, in prospettiva, possibili strategie terapeutiche mirate.
Un secondo contributo ha riguardato l'acidosi tubulare prossimale, una rara patologia che compromette la capacità del rene di mantenere il corretto equilibrio chimico dell'organismo. Lo studio ha analizzato sia le forme ereditarie sia quelle causate da alcuni farmaci, mettendo in luce le difficoltà che ancora oggi caratterizzano il percorso diagnostico.
Grazie ai dati raccolti nell'ambito di un registro internazionale dedicato alle malattie renali rare, i ricercatori hanno evidenziato come la diagnosi possa arrivare con molti anni di ritardo, in alcuni casi anche oltre dodici anni dall'insorgenza dei sintomi. Lo studio ha inoltre descritto le principali complicanze associate alla malattia, che possono interessare non solo il rene, ma anche le ossa e gli occhi. I risultati ottenuti rappresentano un importante passo avanti verso una diagnosi più tempestiva e una migliore gestione clinica dei pazienti, con l'obiettivo di migliorare il controllo della malattia e la qualità della vita.
La presenza di Biogem nella ricerca internazionale proseguirà nelle prossime settimane. Il professor Capasso sarà, infatti, protagonista, il 18 giugno, di una lezione magistrale presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nell'ambito di un convegno dedicato all'interazione tra rene e cervello.
L'iniziativa è organizzata con esplicito riferimento a CONNECT (Cognitive Decline in Nephro-Neurology European Cooperative Target Action), la rete europea coordinata proprio dal direttore scientifico di Biogem. Questo progetto ha contribuito ad aprire una nuova e promettente area di ricerca, oggi al centro dell'attività dell'istituto irpino e di numerosi centri scientifici internazionali.
La presenza sempre più significativa di Biogem nei principali appuntamenti scientifici internazionali conferma il suo ruolo come punto di riferimento nella ricerca sulle malattie renali e sulle loro conseguenze neurologiche, con l'obiettivo di trasformare le scoperte scientifiche in nuove opportunità di cura per i pazienti.