Appuntamenti
I Muscoli del Capitano...

"Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero, fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita...." L'alba della Scandone sembra essere appena iniziata e porta la firma del suo Capitano. Quella di Valerio Spinelli, ieri sera, sembrava essere una partita a parte, di quelle che si giocano con il cuore e con la pancia e che, in sostanza, si traducono in 14 punti di cui 12 frutto di tiri dalla lunga distanza, 4/4 da tre direbbero gli appassionati di statistiche. Spinelli, lo sapevamo, non è uno che abbassa la testa. Valerio è uno che sa quanto pesa quella fascia che porta al braccio. Valerio è uno che sa che è questo il momento di far vedere i 'muscoli del capitano'. Valerio è uno che c'era quando la Scandone era in Paradiso e che dunque, all'Inferno, non è che ci stia proprio bene. Valerio è uno che sa che il Capitano è quello che inevitabilmente soffre sempre di più. Valerio sa più degli altri che la questione salvezza o si risolve ora o non si risolverà più. Valerio sapeva ancor prima di pensarlo che quel tiro improvvisato, in equilibrio precario, si sarebbe tradotto in 3 punti, perchè quel canestro aveva addosso la rabbia del tifoso prima del talento dell'atleta. i muscoli del Capitano non sono semplici da portare. Sembra una formalità, un gingillo al merito ma non è così. Vedersi addosso quella 'C' è come entrare in campo con le emozioni di tutti i tifosi nel cuore, è come avere nelle testa ogni parola, ogni schema, ogni certezza, ogni insicurezza della tua squadra. Avere al braccio la fascia di Capitano vuol dire avere nelle orecchie tutte le urla e tutti gli insulti dei tuoi sostenitori. Essere un Capitano vuol dire entrare in campo con il cuore della curva. Un capitano lo sa quando è il momento di buttare il cuore oltre l'ostacolo, è quello che si prende il canestro impossibile, è quello che chiude l'ultimo punto, è quello che calcia il rigore al novantesimo. Ed è incredibilmente vero quando si dice che le partite non le vince il singolo ma sapete che c'è...gli occhi di Valerio Spinelli ieri pomeriggio, la sua posa da sprinter poco prima di ogni ingresso in campo, la rabbia ad ogni sostituzione, parlavano di una squadra che non è più disposta a subire. Di un Capitano che sa che la questione si risolve qui ed ora. Valerio aveva gli occhi di uno che sa che l'alba è appena cominciata ma che, la Città, i tifosi e gli amanti del basket aspettano con ansia il sole battente di mezzogiorno perchè..." il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo. E il capitano disse al mozzo di bordo: Giovanotto, io non vedo niente...c'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole. Andiamo avanti tranquillamente."
