Appuntamenti
Nel territorio degli 86 comuni del circondario della Procura di Avellino sono stati censiti 296 siti con potenziali
sorgenti di contaminazione ambientale, tra impianti industriali e di gestione dei rifiuti e siti interessati da
fenomeni di smaltimento illecito, presenti tra il 2016-2018. Circa il 51% della popolazione totale è risultata
vivere entro un chilometro da almeno uno di questi siti, con una grande disomogeneità della distribuzione
territoriale e un numero più elevato di siti nella parte occidentale del territorio. A partire da questi dati è stato
costruito l’IRC, un indicatore che tiene conto della tipologia e della potenziale pericolosità dei siti censiti,
nonché della quota di popolazione residente entro un chilometro dalle possibili sorgenti di contaminazione.
Sulla base di questo indicatore, gli 86 comuni del territorio della Procura sono stati classificati in sei livelli di
rischio ambientale crescente.
I comuni di Avellino, Atripalda e Solofra sono risultati essere quelli maggiormente interessati, con un più
elevato IRC (INDICATORE DI RISCHIO COMUNALE AMBIENTALE ); in otto comuni (Aquilonia, Cairano, Caposele, Cesinali, Gesualdo, Montefalcione, Sorbo
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Serpico, Volturara Irpina) non è risultata popolazione residente entro un chilometro dai siti censiti. La mappa
riporta gli 86 comuni per classe di IRC, crescente da 1 a 6.
Le analisi sullo stato di salute mostrano che nell’intera area, considerando complessivamente gli 86 comuni,
la mortalità, l’ospedalizzazione e l’incidenza complessiva dei tumori risultano per lo più in linea o inferiori
rispetto ai valori di riferimento regionali.
Le analisi a livello del singolo comune hanno invece evidenziato alcune aree con un maggior numero di eccessi
di rischio rispetto al resto della popolazione regionale campana. In particolare, è emerso che per alcune
patologie il rischio aumenta al crescere dell’Indicatore ambientale (IRC), passando da una classe di IRC a
quella successiva (dai comuni meno impattati a quelli maggiormente impattati).
Ciò è stato osservato nella popolazione generale di tutte le età:
di entrambi i sessi, per la mortalità per tumore polmonare e per l’incidenza dei tumori totali;
tra i soli maschi, per la mortalità per tumore della vescica e per l’incidenza del tumore del testicolo;
tra le sole femmine, per l’incidenza del tumore polmonare e della mammella
e nella sotto-popolazione di età pediatrica-adolescenziale (età tra 0 e 19 anni), per l’ospedalizzazione per
malattie respiratorie acute.
In particolare, si segnalano gli eccessi di rischio osservati nella popolazione generale di tutte le età dei comuni
della classe IRC 6 (i comuni maggiormente impattati dalle sorgenti di contaminazione presenti), rispetto alla
classe IRC 1 (nei quali non è risultata popolazione residente nel raggio di un chilometro dalle sorgenti censite)
della mortalità per tumore maligno polmonare (+21%), dell’incidenza dei tutti tumori maligni complessivi
(+17%) e dell’incidenza del tumore della mammella tra la popolazione femminile (+25%).
Questi risultati evidenziano che le esposizioni ambientali determinate dai siti presenti sul territorio possono
aver contribuito, o contribuire tuttora, a determinare gli eccessi riscontrati in alcune aree, in maniera causale
oppure con-causale, interagendo con altri possibili fattori di rischio. Tali risultati non forniscono indicazioni
a livello individuale, ovvero sui singoli soggetti, ma forniscono indicazioni a livello di comunità.
Il focus svolto sui dati di biomonitoraggio umano, resi disponibili dall’Istituto Zooprofilattico di Portici
(IZSM), per alcuni dei comuni della Procura di Avellino, seppure non rappresentativi dell’intera area, hanno
evidenziato inoltre che mediamente i comuni con IRC più elevati, tra quelli indagati, presentano livelli più alti
di specifiche sostanze di origine industriale (furani e alcuni specifici metalli). Questi dati, seppure non
rappresentativi dell’intera area e basati su un numero limitato di individui, confermano la bontà dell’IRC
stimato, utilizzato nell’indagine epidemiologica.
“I dati oggi presentati – sottolinea il Presidente ISS Rocco Bellantone – sono stati resi possibili dalla
condivisione dei dati da parte dei diversi enti locali e regionali. Questo evidenzia l’importanza della
collaborazione al fine di fornire informazioni e indicazioni sui possibili fattori di rischio che agiscono sui
territori, un passo indispensabile per definire le azioni prioritarie di tutela della salute”.
Il Rapporto completo elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità è disponibile sul sito della Procura di Avellino
https://procura-avellino.giustizia.it nella sezione “Protocolli e convenzioni”.
Procura di Avellino e Istituto Superiore di Sanità: Avellino, Atripalda e Solofra i comuni più interessati da contaminazione ambientale

