Scandone- Pancotto, Vitucci e il progetto di De Cesare...

Ad essere un pò retorici bisogna ammettere che se Frank Vitucci merita tutti i corteggiamenti di questo mondo, Cesare Pancotto meriterebbe, forse, ancor di più. Due uomini straordinari e due coach di talento, i due hanno in comune l'amore per una Città: Avellino, e per una squadra: la Scandone. Amore espresso nel tempo in modo diverso. Vitucci potrebbe decidere di rinnovare le 'promesse' proprio in queste ore riabbracciando il suo pubblico con un triennale da capogiro. Cesare Pancotto il suo innamoramento l'ha già ampiamente dimostrato tornando ad Avellino quando la piazza era calda, il pubblico scoraggiato e la classifica impietosa. Alla chiamata biancoverde il coach di Porto San Giorgio non battè ciglio, preparò le valigie e tornò in Irpinia lasciando il suo amatissimo mare, perchè forse il vero amore lo si vede proprio nelle difficoltà...Chissà, ma la realtà dello sport, però, spesso va oltre il sentimento ed allora le notizie che parlano di 220 mila euro all'anno per il 'sindaco' rivelano piuttosto chiaramente quel che accadrà nella prossima stagione. De Cesare ha in mente un progetto, chiaro, ambizioso e decisamente costoso considerando che alla cifra esorbitante del Coach veneziano andrà ad aggiungersi il buyout che Varese ha già chiesto (pare che la prima offerta di Avellino sia stata rispedita al mittente) e la buonuscita di Pancotto. Cifre che probabilmente la dirigenza immagina di recuperare con un buon piazzamento in Eurolega con conseguente premio in denaro. Ipotesi. Ad oggi la certezza è che Frank Vitucci vuole tornare in Irpinia e lo farà alle condizioni (economiche) di Varese. E' da qualche giorno che, contattato dalla stampa, risponde "Ci dormo su e poi decido", di notti ne son passate un paio, e c'è da scommettere che Morfeo non gli abbia fatto spesso visita... Al contrario di Cesare Pancotto, lui sì che può dormire sonni tranquilli dopo una stagione straordinaria e l'affetto che in queste ore gli stanno dimostrando i tifosi, il coach di Porto San Giorgio una certezza ce l'ha: Avellino e gli Avellinesi, oltre ogni ritorno di fiamma, non lo dimenticheranno.