Questo sito web utilizza cookie tecnici per assicurare una migliore esperienza di navigazione; oltre ai cookie di natura tecnica sono utilizzati anche cookie di terze parti.Leggi Altro
Uno Chef per Amico, raccolti 27 mila euro per la formazione dei ragazzi di “Mi Coloro di Blu”
martedì 6 ottobre 2026 - Da Redazione
67
Alla Tenuta O’ Feo di Ottaviano la quinta edizione della charity dinner di Mi Coloro di Blu ETS. Il ricavato sosterrà i percorsi di formazione, l’inserimento lavorativo e i progetti de “L’Orto dei Sogni”.
Ottaviano (Na) - Ventisettemila euro. È il risultato della quinta edizione di “Uno Chef per Amico”, la charity dinner promossa da Mi Coloro di Blu ETS, che ha riunito alla Tenuta O’ Feo di Ottaviano chef, imprenditori, professionisti e sostenitori dell’associazione in una serata di alta cucina dedicata, prima di tutto, all’inclusione.
Una cena con alcuni tra gli chef più importanti della gastronomia campana, ma soprattutto un appuntamento nel quale i ragazzi con disabilità, seguiti dall’associazione, hanno lavorato fianco a fianco con i professionisti della cucina.
Non una passerella, dunque. Non solo una cena per raccogliere fondi. Ma un’occasione per mostrare concretamente cosa può significare parlare di inclusione quando la parola viene sostituita dall’esperienza.
I 27 mila euro raccolti saranno destinati ai percorsi di formazione e inserimento nel mondo del lavoro dei ragazzi di Mi Coloro di Blu e allo sviluppo dei progetti già avviati, a cominciare da “L’Orto dei Sogni”.
Perché il punto, per l'Associazione è proprio questo: il lavoro non è un privilegio da concedere, ma un diritto da rendere possibile.
«Il lavoro è una parte fondamentale del percorso di autonomia dei nostri ragazzi – dice Marisa Gallucci, presidente di Mi Coloro di Blu ETS –. Significa imparare, assumersi responsabilità, confrontarsi con gli altri, sentirsi utili e riconosciuti. Il nostro obiettivo non è costruire percorsi assistenziali, ma creare occasioni nelle quali ciascuno possa mettere a frutto le proprie capacità».
L’evento, coordinato dalla giornalista enogastronomica Rosa Iandiorio, dallo chef Alfonso Crisci e dalla wedding planner Mirella Greco, ha avuto un significato particolarmente forte proprio per la modalità con cui è stato costruito.
Accanto ai grandi nomi della cucina italiana, infatti, hanno lavorato i ragazzi dell’associazione, partecipando alla preparazione e allo svolgimento della serata. Una brigata speciale nella quale le differenze non sono state messe ai margini, ma sono diventate parte integrante dell’esperienza.
Ne è nata una serata di alta cucina, ma soprattutto un’esperienza capace di restituire concretezza alla parola inclusione: non soltanto essere accolti, ma avere la possibilità di fare, imparare, assumersi responsabilità e costruire competenze.
Dopo cinque edizioni, “Uno Chef per Amico” conferma così la propria identità: una cena benefica e al contempo un appuntamento nel quale l’alta cucina diventa il punto di partenza per affrontare una questione più ampia, quella del diritto di ogni persona a trovare il proprio posto nel mondo del lavoro.
E i 27 mila euro raccolti alla Tenuta O’ Feo serviranno proprio a questo: trasformare una serata di solidarietà in formazione, competenze e nuove possibilità.
«È questo il senso del lavoro che portiamo avanti ogni giorno – conclude Marisa Gallucci –. Vogliamo che i ragazzi possano acquisire strumenti e competenze, sperimentarsi e, quando possibile, entrare nel mondo del lavoro. Anche per questo “L’Orto dei Sogni” è così importante: è un luogo nel quale quotidianamente possono avvicinarsi all’agricoltura, imparare i segreti di questo mestiere e sperimentare il valore del lavoro e della responsabilità».
Perché l’inclusione, alla fine, non si misura soltanto dalla capacità di accogliere qualcuno. Si misura dalla possibilità di metterlo nelle condizioni di costruire il proprio futuro.