Gli architetti irpini riuniti nel Borgo Biologico di Cairano per l’approvazione del bilancio 2020-2021


 

 Gli architetti irpini si sono riuniti nel pomeriggio presso il teatro all’aperto nel Borgo Biologico di Cairano in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo e previsionale per il periodo 2020-2021. Si è trattato di un’assemblea fuori dagli schemi ordinari, in un ambiente di suggestiva bellezza, in Alta Irpinia, lungo l’Appennino meridionale, in un luogo di recente recuperato, con accorgimenti di bioedilizia e grazie al lavoro di maestranze locali.E’ intervenuto, il tesoriere dell’ordine, arch. Giuseppe Cardinale Ciccotti, che ha illustrato la gestione economica dell’anno trascorso, a chiusura anno 2020, l’utile di esercizio, l’avanzo di amministrazione complessivo che è pari a € 181.874, registrando durante il corso dell’anno un tornaconto positivo, rispetto all’anno 2019, di € 27.805, frutto di un’attenta e parsimoniosa gestione. Parte di esso, nel rispetto dell’equilibrio complessivo delle risorse di bilancio, verrà rinvestito per nuove importanti attività che mirano a soddisfare in pieno le esigenze e le necessità degli iscritti e a rispondere alle finalità istituzionali dell’Ordine. Il bilancio è stato approvato ad unanimità. Il presidente Erminio Petecca ha riepilogato ai presenti le attività dell’ordine dell’ultimo anno, con il passaggio di consegne al nuovo Consiglio che lavorerà in continuità, vista la riconferma delle recenti elezioni. Sottolineando l’importante investimento culturale di cui hanno goduto gli architetti irpini, attraverso una formazione di alta qualità, che si è avvalsa di importanti relatori, a volte selezionati anche tra i propri iscritti. Ha seguito l’evento una visita guidata di questo luogo incantevole, lontanissimo dal caos e dalle contaminazioni cittadine con l’illustrazione dei lavori di restauro svolta dall’architetto Angelo Verderosa, con la partecipazione del Sindaco di Cairano Luigi D’Angelis e di Dario Bavaro. L’obbligo del distanziamento dettato dal Covid-19 è stato, questa volta, un piacevole pretesto per la rilettura della propria storia e per valorizzare le risorse naturali di cui l’Irpinia ne è ricca.