Conza della C. - Alta Irpinia e Infrastrutture, Del Basso De Caro: "Basta con i giochi di sponda"

Il Circolo culturale - politico “Radici Democratiche”, interno al PD, ha promosso l’incontro “Compsa nell’Irpinia D’Oriente” presso la Sala del Consiglio del Comune di Conza della Campania. Un incontro che ha avuto lo scopo di mettere in evidenza cosa sta succedendo nelle nostre zone per quanto riguarda la programmazione 2014/2020 che contiene in sé grosse opportunità insieme al Pogetto Pilota che coinvolge 25 paesi dell’Alta Irpinia, ma che deve essere sfruttata nel migliore dei modi per evitare che diventi un’altra occasione persa.
Alla manifestazione, voluta da Michele Carluccio, coordinatore del circolo culturale -politico “Radici democratiche” dell’Alta Iprinia, hanno preso parte il presidente di “Radici Democratiche” Chiara Maffei, diversi sindaci dell’Alta Irpinia e il Sottosegretario di Stato, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Umberto Del Basso De Caro a cui gli amministratori hanno rivolto le proprie perplessità e problematiche che attanagliano questo territorio sempre più martoriato.
Il tema principale affrontato è stato quello delle infrastrutture di cui, come ben noto, l’Irpinia e soprattutto l’Alta Irpinia è carente, causando un isolamento geografico notevole che porta inevitabilmente ad uno spostamento di grandi masse di giovani con conseguente spopolamento.
La prima a prendere la parola in attesa dell’arrivo dell’On. Del Basso De Caro è stata proprio Chiara Maffei che ha immediatamente posto l’attenzione sull’indifferenza e gli errori della politica del passato su queste zone: “La mancanza di infrastrutture sul territorio è stata dovuta spesso all’incapacità della classe dirigente politica di non saper sfruttare le opportunità che ci sono state date e l’applicazione di una politica sbagliata. Faccio un esempio: i fondi del post terremoto sono stati dati a imprenditori in cambio di assunzioni che però lasciano il tempo che trovano. Oggi tante aziende sono in preda alle erbacce”, ha esordito la Maffei, continuando con un affondo ancora più critico: “La politica dell’Irpinia affonda le sue radici nell’Unità d’Italia e ha cercato di corrompere tanti ragazzi che hanno creduto che il diritto al lavoro fosse subordinato all’amicizia con il potente di turno. La motivazione di questo convegno è quella di cercare di dare una smossa e cambiare direzione. Con Renzi dei primi segnali ci sono, pensiamo ai patti con le regioni del Sud. Segnali che ci devono far cominciare a pensare ai benefici di cui potrà giovare non solo per la provincia di Avellino, ma l’intero Sud attraverso infrastrutture più efficienti capaci di collegare le varie zone”.
L’importanza delle infrastrutture è stata sottolineata anche dal sindaco di Conza Vito Cappiello: “Non è un caso che il Progetto Pilota preveda tra i servizi fondamentali i Trasporti. Tutto ciò che possiamo pensare di creare in queste zone, passa inevitabilmente per le infrastrutture e senza di esse è destinato al fallimento. Le strade diventano cruciali per garantire servizi efficienti. Per anni si è avuta una situazione di abbandono. Quindi l’invito che rivolgo a tutti è quello di essere più uniti che mai in questa fase. Se dimostriamo di saper stare insieme i risultati si otterranno. Sarà l’ultima occasione a cui si potrà far riferimento se non sappiamo mettere in campo idee e progetti”.
“I giovani”, ha continuato il sindaco: “vanno via perché non c’è lavoro, ma se offriamo opportunità rimarranno. Non dobbiamo illuderli che qualcosa accadrà, ma dare dei segnali precisi e  concreti, altrimenti non potranno fare altro che maledirci quando saranno arrivati sulla soglia dei 40 anni. Mancanza di rete significa mancanza di sistema, mancanza di sistema significa mancanza di opportunità. Onorevole le affidiamo questo compito di garantire infrastrutture migliori al nostro territorio”.
“Le potenzialità ci sono e la voglia di fare anche. Ciò che manca forse è altro”, è stato il commento di Carluccio nell’esporre all’On. Del Basso De Caro delle slide riguardanti le potenzialità di Conza, siti archeologici, la Stazione Conza-Andretta-Cairano, la Valle di Compsa,  affrontando anche le problematiche dell’Ofantina che non permette di percorrerla ad una velocità adeguata al nome che porta di strada a scorrimento veloce. 
L’incontro con Del Basso De Caro è stata anche l’occasione per il sindaco di Castelnuovo di Conza, Michele Iannuzzelli per consegnare al sottosegretario la delibera comunale per sollecitare una riqualificazione della ex SS91.
Dopodiché è intervenuto il sindaco di Sant’Angelo dei L. Rosanna Repole che ha posto l’attenzione sulla necessità di collaborare per proporre idee nuove e concrete: “Io sono favorevole a qualsiasi tipo di confronto. Il Pd è un partito aperto alle varie opportunità. Ogni contributo è un arricchimento, non dobbiamo chiuderci, ma essere persone aperte al dialogo. Per questo incontri di questo tipo sono importanti”.
“Siamo in una condizione in cui dobbiamo recuperare un distacco secolare tra Nord e Sud che negli anni è aumentato. All’epoca Giolittiana il divario ha preparato il Fascismo e oggi potrebbe preparare altro”, ha esordito l’On. Del Basso De Caro che ha impostato il suo intervento attraverso educate bacchettate tanto al PD, tanto a chi se ne è allontanato, ma anche a chi dovrebbe rappresentare la classe dirigente e non lo fa in maniera adeguata per il bene del territorio.
“Lo Svimez dice che il Sud cresce più della media, ma potremmo fare di più. Dobbiamo abbandonare la logica del cortile che fino a qui ha prevalso, con l’idea che fosse necessario preoccuparsi del vicino che poteva rubarci il piatto alla minima distrazione. Dobbiamo ragionare nell’ottica dell’Area Vasta, dunque nell’ottica della soppressione delle Province e ridefinendo il ruolo delle Regioni”.
Oggi si è visto un Del Basso De Caro che seppur nella sua pacatezza ha sparato a zero sulle problematiche e sulle cause di tali problemi: “Penso di aver sempre guardato all’interesse di queati territori che conosco, posso dire, come nessun altro. Perdiamo popolazione decennio dopo decennio, ma soprattutto perdiamo popolazione dinamica ossia giovani laureati e questo porta a un depauperamento in termini non solo anagrafici ma di prospettiva per il futuro. Le comunità non hanno speranza se si continua in questa ottica. Dobbiamo ragionare nell’ottiche che O VIVIAMO TUTTI INSIEME O MORIAMO TUTTI INSIEME, però dobbiamo avere in testa un’idea. Di solito dovrebbe occuparsene la classe dirigente che non è solo la politica, ma anche gli imprenditori e il ceto professionale che ha il compito di guidare i processi di sviluppo della società. Per ora abbiamo fatto tanti errori e siamo stati rimandati a settembre, ma gli esami di riparazione arrivano e noi dobbiamo muoverci. Pure il 2020 arriva e agende non ce ne saranno più”.
Il Sottosegretario ha però focalizzato le sue parole soprattutto sull’invito a non ragionare più in termini individualistici Dobbiamo organizzare il lavoro in maniera meno individualistica e ragionare in termini di area vasta di associazione dei comuni. SE SIAMO UNITI SIAMO FORTISSIMI E SE NON LO SIAMO È PERCHÉ QUALCUNO FA IL GIOCO DI SPONDA e questo risulta dannoso per il territorio. Il confronto è il sale della democrazia e abbiamo l’obbligo morale di confrontarci tra soggetti diversi per avere proposte diverse. Nel frattempo io rinnovo la mia totale disponibilità per aiutare qualsiasi comunità a risolvere i problemi e lo farò sempre, nonostante molte volte per questo sono stato costretto a lavorare in solitudine, ma sempre a testa alta”. di Imma Finelli