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Il Movimento 5 stelle in Alta Irpinia: "Dal 5 marzo comincerà  un nuovo ciclo storico"

Il Movimento 5 Stelle ha chiuso la propria campagna elettorale in Alta Irpinia in attesa dell'ultimo tour che si terrà domani. Grande partecipazione di cittadini e simpatizzanti, segno di un movimento che anche nelle zone interne sta crescendo e sta conquistando sempre più la fiducia degli elettori.
I tre candidati grillini Generoso Maraia, Carlo Sibilia (entrambi correranno per la Camera) Ugo Grassi in lizza per il Senato, sono partiti dall'Abbazia del Goleto di Sant'Angelo dei Lombardi per poi dirigersi a Lioni presso la sala consiliare, accompagnati anche da un ospite d'eccezione: il senatore M5S Sergio Puglia.
È stato proprio Puglia a centrare fin da subito due dei problemi principali con i quali quotidianamente la nostra terra ha a che fare, spopolamento e disoccupazione, facendo immediatamente un confronto con le altre forze politiche: "Nei programmi altrui c'è il nulla", ha dichiarato il senatore che ha poi esposto la formula per far ripartire il Paese: "Hanno fatto una politica che decomprime l'economia locale e aumenta inevitabilmente la disoccupazione, rendendo l'Italia precaria. Se i giovani non hanno certezza se ne vanno al Nord o addirittura all'estero. Vedere un giovane andare via fa male al cuore, ma anche all'economia. Per far funzionare il sistema la formula è: abbassare l'età pensionabile per aumentare l'occupazione giovanile. Ovviamente dobbiamo avere pazienza. Noi non abbiamo la bacchetta magica per risolvere tutto; gli altri si sono mangiati il Paese per anni e per sistemarlo ci vorrà qualche anno".
L'obiettivo dei 5 stelle rimane fedele a sé stesso e questa sera è stato ribadito: creare serenità e condizioni più agevoli e giuste, invogliare i giovani a rimanere, anche sconfiggendo la cappa di apatia scesa sull'Irpinia e alimentata dal resto della politica nel corso degli anni.
Ed è proprio dall'Irpinia che bisogna ripartire. Ad esserne fermamente convinto è Carlo Sibilia: "Se cambia l'Irpinia cambia tutta l'Italia. Se la comunità si sveglia è capace di fare tutto. Sappiate che desertificare queste zone è stato un disegno scientifico ben pensato", un'affermazione forte a sottolineare la grave situazione nella quale versa la nostra provincia dal punto di vista economico, delle politiche giovanili, degli scempi ambientali che si tenta di portare avanti e così via. "Noi siamo la risposta ad anni di delusioni politiche. Loro hanno preso la passione e la fiducia di ognuno di noi e una volta al governo se ne sono dimenticati. E' per questo che oggi siamo qui, perché hanno tradito la nostra fiducia. Il nostro progetto di cambiamento non serve ad abbindolare qualche fesso, ma serve a spazzare via ciò che ci ha portati allo sfacelo attuale. Le nostre comunità hanno una grande nuova possibilità e dobbiamo giocarcela tutta a partire dal 4 marzo, non sprechiamola!".
Far ripartire l'Irpinia puntando su sviluppo sostenibile, agricoltura e turismo che sono le caratteristiche sulle quali secondo il Movimento si può puntare concretamente per cambiare la situazione in Irpinia e permettere ai giovani di non emigrare.
"Non è più tempo di sottolineare i danni arrecati dalle altre forze politiche, ma di cercare le soluzioni ai problemi che affronteremo dal 5 marzo", ha esordito Grassi che si è soffermato, come in altre occasioni, sul problema della burocrazia italiana e dello spopolamento irpino: "Il problema della burocrazia non è per nulla facile da risolvere. Per ripartire bisogna rimettere a posto il caos normativo che c'è attualmente e riscrivere tutto l'ordinamento. Andando in giro per la mia campagna elettorale ho visto paesi vuoti, i giovani sono fuggiti. Come si può fare per migliorare? Prima di tutto bisogna incoraggiare il rientro dei giovani, investendo in strutture senza che ci sia inizialmente una domanda. Il coraggio più grande è quello di creare le strade sapendo che all'inizio non ci sarà nessuno a percorrerle".
Per Grassi, tuttavia, solo questo non basta; bisogna portare avanti un cambiamento nel modo di pensare e di gestire l'economia del Paese: "Dobbiamo uscire dalla logica del profitto sui beni essenziali. Questo problema è cominciato 40 anni fa quando si è cominciato ad utilizzare il privato come panacea di tutti i mali. Dobbiamo capire che su alcuni beni il privato non può fare profitto come nel caso della sanità, l'acqua e così via. Una volta identificati i beni primari non negoziabili per il bene comune, il resto potrà essere lasciato al privato. Lo Stato a cui guardo con fiducia è quello che media in maniera giusta tra la proprietà pubblica e quella privata. Questa è la soluzione equilibrataDateci tempo e abbiate fiducia in noi, dal 5 marzo comincerà un ciclo storico nuovo".
Per Generoso Maraia, invece, il problema più grande è che: "In Campania abbiamo difficoltà a rispettare le regole con tutti i problemi che ne derivano, un esempio è il recente caso AIAS. C'è bisogno di legalità e non di fare i furbetti; purtroppo abbiamo nel DNA sempre quella voglia di prendere una scorciatoia per arrivare all'obiettivo. Non dobbiamo fare nulla di eccezionale, ma solo rispettare le regole, tanto sulla Sanità, sull'eolico e per tutto il resto".
"Noi seguiamo una strada di umiltà, di interesse per i beni comuni, non per l'arricchimento. In questo marasma in cui la politica ha sempre truffato è difficile far capire alla gente che la nostra finalità non è l'arricchimento personale. Per noi la politica è trasparenza e confronto", ha spiegato Maraia che ha concluso: "Faccio tutto questo per i miei figli perché non voglio che vivano in una società mortificata nell'ambiente, nella salute e nel lavoro. Il nostro impegno è prendere le leggi, studiarle e trovare una risposta per quello che riusciamo. Sappiate che il potere su questa terra ha una forte leva, cioè quella del freno a mano: questa terra viene tenuta ferma perché uno sviluppo economico significherebbe contrasto al potere. Chi ha successo si libera e non deve dire più grazie al politico di turno!". - Di Imma Finelli