Politica
Lavori fermi della Lioni - Grottaminarda:I sindaci:"Situazione inaccettabile, insostenibile e imbarazzante"

I lavori sulla strada Lioni-Grottaminarda sono praticamente fermi e come sindaci della Città dell’Alta Irpinia, di 25 comunità che non riescono a vedere la luce in una vicenda infinita, riteniamo che la situazione sia francamente inaccettabile, insostenibile, addirittura imbarazzante a fronte di anni di attesa, tavoli tecnici, continue interruzioni ed a fronte di ricorrenti mobilitazioni, rassicurazioni e promesse. A questi elementi, che sarebbero già sufficienti per intervenire definitivamente per il rispetto di intere comunità, si aggiungono i pesanti disagi per gli automobilisti, costretti a fare i conti con cantieri a singhiozzo, deviazioni o interruzioni della viabilità. Si aggiunge a ciò il dramma per i lavoratori e l’odioso paradosso delle ingenti risorse economiche già spese che ad oggi non sembrano aver prodotto evoluzioni rilevanti e visibili sul tracciato, non tali da consentire di guardare con fiducia al futuro prossimo in termini di sviluppo dell’area.
I sindaci dei 25 Comuni dell’Alta Irpinia chiedono un confronto urgente e formale a Regione Campania e Ministero delle Infrastrutture per ottenere una relazione veritiera e realistica sullo stato dei lavori. Parallelamente l’obiettivo è quello di conoscere con esattezza le necessità attuali e future, di sapere con quali fondi e soprattutto con quali tempi si intenderebbe procedere per uscire dallo stallo. Sappiamo bene come la stessa Regione, nell’ultimo Documento di Economia e Finanza, abbia previsto ulteriori risorse per il completamento dell’opera pari a circa 12 milioni di euro.
Ma dobbiamo pure ricordare come una rescissione del contratto con l’impresa aggiudicataria e un eventuale nuova gara, pure paventata, dilaterebbero inevitabilmente i tempi di realizzazione. Secondo l’ultimo cronoprogramma diffuso verso la fine del 2024, l’infrastruttura doveva essere completata entro il 2027. Ci sembra ben oltre l’ovvio che tale scadenza non potrà essere rispettata. Nel frattempo, le zone interne della Campania, dall’Alta Irpinia alla Valle dell’Ufita ma estendendo la visione anche alle realtà produttive del Sud Italia, dal Sannio alla Basilicata passando per la Puglia, attendono ormai con impazienza una prospettiva concreta: parliamo soprattutto delle realtà produttive che ad oggi operano in zona e che avrebbero bisogno del nuovo tracciato ed inoltre parliamo delle imprese che sarebbero pure intenzionate a operare nelle aree interessate, se solo ci si trovasse in una condizione di normalità sul fronte viario-infrastrutturale.
Non è questa la sede per ribadire, per l’ennesima volta, l’importanza di assicurare alle zone periferiche del Paese le condizioni minime perché si possa frenare lo spopolamento generando lavoro e opportunità, obiettivi pressoché impossibili da raggiungere senza vie di collegamento. Ma con il passare degli anni, perché parliamo ormai di lustri, è impossibile non osservare come negli stessi tempi vengano rifatte intere città mentre in Alta Irpinia siamo costretti a elemosinare la ripresa di cantieri per una strada a scorrimento veloce che, peraltro, dovesse protrarsi lo stallo, risulterebbe opera obsoleta, fuori dal tempo e fuori dalla logica delle cose.
