Le divisioni sui Gal: sette sindaci chiedono un cambio di metodo e pari dignità  all'interno del Progetto Pilota

Le polemiche legate ai GAL irpini continua senza sosta. Tutto sembra essere scaturito dal mancato accordo per la nascita di un GAL unico per tutti e 25 i paesi dell’Alta Irpinia, portando ad un’ulteriore frammentazione del territorio con alcuni centri che sono migrati da una strategia di sviluppo all’altra e altri che continuano ad attaccarsi anche via social.
Per informare tutti attraverso la stampa, i sette sindaci appartenenti al Gal CILSI Michele Di Maio di Calitri, Vito Cappiello  di Conza della Campania, Ferruccio Capone di Montella, Pietro Mariani di Morra De Sanctis, Giuseppe Fiorillo di Rocca San Felice, Rosanna Repole di Sant’Angelo dei Lombardi e Stefania Di Cicilia di Villamaina,  questa mattina hanno tenuto una conferenza presso il Circolo della Stampa di Avellino. 
La prima a prendere la parola per spiegare anche il senso dell’incontro è stata Rosanna Repole: “Questa conferenza è stata indetta perché è giusto informare tutti e la stampa di cosa stia accadendo. Bisogna fare chiarezza e questa la si fa né via Facebook né via telefono, ma a voce. Questa è una comunicazione istituzionale senza parentesi di natura politica perché ci saranno altre sedi per poterlo fare”, ha esordito Il primo cittadino di Sant'Angelo dei Lombardiche ha aggiunto: “In questa situazione delicata bisogna ragionare in termini di qualità e trasparenza. Quello che noi chiediamo è soltanto un metodo da seguire. Quello utilizzato dal GAL CILSI  ha prodotto i suoi frutti nel tempo e vorremmo che venga utilizzato anche nel Progetto Pilota” 
Le accuse e i chiarimenti si sono intrecciati sempre sul binomio GAL  - Progetto Pilota sottolineando il modo in cui si è arrivati a questo punto piuttosto delicato in cui l’Irpinia appare spaccata e della qual cosa si tende a darsi la colpa a vicenda. Un accordo su un GAL unico non si è riusciti a raggiungerlo, ma “apparteniamo tutti all’area del Progetto Pilota. Quindi nessuna fuga in avanti, è stato fatto un certo percorso e lo si riconosce, però bisogna capire la coesione si ottiene attraverso una strategia nazionale. Se fino a oggi abbiamo seguito le procedure imposte a livello nazionale, per evitare altri problemi è ora che cominciamo a fare chiarezza dalla parte organizzativa al contenuto. Bisogna soprattutto capire che i 25 comuni del Progetto Pilota hanno tutti pari dignità”.
La posizione di tutti i sindaci intervenuti è stata chiara: o si collabora insieme verso un percorso di sviluppo concreto oppure continueranno a seguire la strategia del GAL CILSI in quanto si è rivelata capace di promuovere un sostegno vero del territorio su cui ha operato per 25 anni.
 “Qualche tempo fa ponevo al presidente Ciriaco De Mita due problemi: creare un ufficio di sostegno per la Città dell’Alta irpinia in cui poter discutere e organizzare di volta in volta; e poi come porci di fronte a questa nuova legge sui GAL. Il presidente rispose che ognuno dei Gal poteva decidere come fare. Ho percepito una risposta disincantata, lasciando così liberi noi sindaci di muoverci come credevamo. E ora ci troviamo di fronte a questa scissione”, ha commentato Ferruccio Capone, aggiungendo “La politica non deve fare ragionamenti personalistici, ma fare un passo indietro e favorire il territorio senza creare centri di poteri perché chi lo fa fa il male dei nostri paesi”.
Molto più critico Michele Di Maio che è andato subito al cuore del problema: “La questione è tutta di politica economica. Non ho condiviso alcuni percorsi dell’area pilota: non ci sono verbali né ordini del giorno. Non c’è nemmeno una sede, ora le assemblee si tengono a Nusco a volte. Le persone di questo tavolo hanno la schiena dritta e credono nella strategia preparata dai tecnici del Gal Cilsi contro la quale sono partite azioni di disturbo iniziate a casa De Mita”, sottolineando che “Chi siede qui rappresenta la maggioranza degli abitanti del territorio. Non siamo marginali, ma rappresentiamo una forza. Io sarei anche per l’uscita dal progetto pilota per creare uno sviluppo effettivo. Bisognerebbe scrivere a De Luca e al presidente nazionale del progetto, Enrico Borghi, per chiedere una revisione della strategia e addirittura le dimissioni del pilota (ndr. Ciriaco De Mita)”.
Anche il sindaco di Villamaina Stefania Di Cicilia ha voluto fare delle precisazioni alla luce delle recenti polemiche e delle accuse ricevute: “Noi siamo rimasti dove eravamo e abbiamo continuato a sostenere un progetto condiviso già negli anni passati. Io non ho leso nessuno e  non mi sento responsabile di aver diviso il territorio perché siamo rimasti dove eravamo. Non è successo niente di grave, le polemiche sono inutili perché si può seguire un progetto di collaborazione. Non metteremo di certo un muro di divisione a Conza o a Morra”.
Molto pungente anche l’intervento del presidente del Gal Cilsi Donato Gioseffi: “Abbiamo una strategia di sviluppo e ascoltiamo i cittadini per costruirla. Siamo stati soggetti di attacchi, ma la nostra proposta era chiarissima e solo oggi viene vista come valida: un  Gal dei 25 comuni. Noi saremmo stati la guida del progetto pilota, davamo il nostro contributo di 25 anni di professionalità e azione sul territorio altirpino e non sull’Ufita o sul salernitano. Questa nostra proposta non è stata accettata. Il nostro errore è stato quello di ribellarci per non essere le vittime sacrificali, pertanto ci siamo mossi per non subire la decapitazione”, ha dichiarato il presidente che ha continuato con un filo di amarezza nella voce: “Il Cilsi sono 25 anni che stava a Lioni, è stata l'intuizione  di giovani capaci che hanno dato e acquisito dal Cilsii. Siamo  dispiaciuti per questo taglio netto con Lioni, ma siamo contenti di avere una sede a Morra”.
Le polemiche, dunque, non sembrano smorzarsi. Forse e' il caso di abbassare i toni con l'assunzione delle proprie responsabilità. mettendo da parte l'orgoglio per rilanciare il senso della comunità , quella dell'Alta Irpinia, in piena fibrillazione e con crepe che iniziano a delinearsi mettendo a rischio il percorso iniziale dello sviluppo e del rilancio del Territorio. -  
di Imma Finelli -