Parte la nuova Giunta Foti, ma la Di Iorio esce dalla maggioranza

Attesa per il consiglio comunale di Avellino con la presentazione della nuova Giunta e subito arriva il colpo di scena. Foti perde per strada un componente per la maggioranza, la consigliera Francesca Di Iorio che all'inizio della seduta fa la seguente dichiarazione:
"Sono stati tre anni difficili, in cui ho cercato di onorare il mandato elettorale su più questioni, ho avuto l’onore di presiedere la VII commissione i cui componenti, scevri da vincoli di appartenenza partitica, si sono impegnati a svolgere la loro azione di controllo e proposta, propri di noi tutti consiglieri comunali. Ci siamo occupati di temi importanti per i nostri concittadini, come lo Stadio Partenio e tutte le strutture sportive, abbiamo lavorato all’Albo delle Associazioni, all’Anagrafica degli occupanti degli immobili comunali, non le enuncio tutte ma è solo per dire che il lavoro di cinque consiglieri è stato sistematicamente snobbato, mortificato, accantonato e soprattutto mai considerato e fatto proprio dal Sindaco e dalla Giunta.
Sono passati 4 mesi in cui, 4 dei componenti di questa commissione si sono dimessi per davvero… protocollando e non annunciando le dimissioni e, a distanza di 4 mesi, signor Presidente, lei che avrebbe dovuto rinominarla non lo ha fatto, mostrando che anche per lei non solo che per il sindaco e la Giunta, le Politiche sociali, le politiche abitative, lo sport, non hanno nessuna importanza.
Sindaco, mi rivolgo a lei che in questi tre anni ho più volte incalzato su queste questioni, il mio disagio l’ho mostrato lealmente, fino a leggere in quest’aula, di fronte alla città, un documento condiviso con molti colleghi consiglieri. Io a differenza di altri ritengo ancora valide tutte queste ragioni, magistralmente scritte e strumentalmente superate da altri, ed è per affermare quelle ragioni e l’autonomia che la sosteneva che continuo anche oggi a restare ferma su quella posizione
All’imbarazzo che provo in questo consiglio, aggiungo l’imbarazzo che provo per quello che sta diventando il mio partito. In Provincia e città, sterile campo di battaglie, di anonime e inutili consorterie, a livello nazionale approdo di chiunque, in cerca di piccoli spazi di potere, è disposto a prostrare le proprie idee e a diventare improvvisamente vate del capo.
Job Act, trivelle, scuola, hanno visto schierarsi il Pd sempre dove non doveva e soprattutto lontana da dove ero io.
Nelle ultime settimane si sta consumando l’ultimo degli errori, quello per me insopportabile, schierarsi a favore di una riforma sbagliata, pasticciata, e lo si fa facendo non sui contenuti ma con spot vuoti e poco convincenti, riscrivendo regole che respingono la sovranità popolare perché a governare siano i pochi sui molti.
Credo che alla luce di queste considerazioni sia necessaria da parte mia una scelta chiara e coraggiosa che non ho difficoltà a fare, scelgo di restare dove sono sempre stata, a sinistra, dalla parte dei più deboli, di chi difende il territorio e la salute dei cittadini che lo abitano, di chi si batte per la legalità e la trasparenza, valori praticanti e non solo annunciati, come in questi anni ho dovuto tristemente constatare.
Per questi motivi, torno a casa, torno a Sinistra, quindi esco dal Gruppo del Partito Democratico e dal Partito, ma con responsabilità continuerò a rappresentare le persone che mi hanno eletto e che hanno creduto in me, in un’azione amministrativa che continuerà ad essere libera e spero finalmente efficace".
Una dichiarazione che conferma le fibrillazioni all'interno della componente dameliana, apprezzata da molti componenti del consiglio, prima tra tutti da Giancarlo Giordano e Nadia Arace, ma anche da Gianluca Festa.