Progetto Pilota, primo passo con la convenzione. Salta il centralismo, si afferma la collegialità.

 Alla fine voto unanime sulla convenzione che disegna il nuovo soggetto giuridico richiesto dalle opportunità di finanziamento. Una seduta inizialmente tecnica per discutere gli articoli della convenzione, tra cui la definizione della sede che sarà Calitri presso la Comunità Montana, la creazione del Comitato con la definizione delle modalità di votazione con un voto da esprimere dal rappresentante  di ogni Comune. Inoltre, è stato stabilito un tempo per l'approvazione dello Strumento giuridico, trascorso il quale, in assenza di indicazioni, il documento è da considerarsi approvato. Approvato anche il passaggio proposto dal sindaco di Cairano Luigi D'Angelis della costituzione di un gruppo tecnico tramite il personale della Regione Campania e dei Ministeri competenti. Voto favorevole anche  alla proposta di Rosanna Repole che a rivestire l'incarico di  Presidente deve essere un sindaco. Questi i punti salienti evidenziati nel corso della prima parte della seduta. L'ambiente si è riscaldato con l'intervento di Stefano Farina che ha rivendicato il ruolo dei consigli comunali, il coinvolgimento delle comunità e la non urgenza di procedere,  mettendo in rilievo l'aspetto politico preminente rispetto alla parte tecnica per la ricerca di una condivisione unitaria nella scelta del Presidente e del Comitato che sarà composto da sei componenti più il Presidente.


Intervento "ponte" pro De Mita cui ha fatto seguito Antonio Gentile che ha chiesto una votazione anche per confermare il Presidente attuale per altri  cinque anni. Ha fatto seguito l'intervento del primo cittadino di Rocca, Guido Cipriano  teso a "frenare" l'approvazione della convenzione volendo risolvere contemporaneamente la questione tecnica e politica. Di parere opposto, gli interventi del sindaco di Aquilonia Giancarlo De Vito, Michele Miele per Andretta, Lorenzo Melillo sindaco di Caposele e Pompeo D'Angola per Sant'Andrea di Conza. Da una parte i tentativi di rinviare la convenzione, dall'altra la volontà di andare avanti anche a costo di avere una maggioranza e una minoranza. A questo punto è intervenuto De Mita che ha ribadito tutte le sue perplessità sulla strumento giuridico da adottare, sul comportamento degli amministratori con passaggi alcuni livorosi  e giudizi tranchant. Un De Mita che appariva sereno, teso a prendere in contropiede l'assemblea  con la dichiarazione di non volersi candidare alla presidenza ma confermando l'impegno nel ruolo di sindaco per "capire" i comportamenti ed eliminare, a suo dire, "la confusione". Intervento squisitamente politico, intriso di orgoglio e di consapevolezza del suo ruolo, di ieri e di oggi, che ha superato anche le posizioni dei sindaci favorevoli alla convergenza sulla persona De Mita alla presidenza. Alla fine sulla richiesta di approvazione alla convenzione proposta a più riprese dal presidente dell'Assemblea Michele Di Maio, il voto favorevole in particolare dello stesso De Mita e con voto palese dai restanti intervenuti. Insomma, si tratta di un primo e sostanziale passo verso una nuova fase per l'Alta Irpinia affidata alla collegialità e al protagonismo dell'Assemblea dei Sindaci, probabilmente più dialettica e più aderente alla realtà , del Recovery in primis.