Recovery, la Provincia chiama a raccolta al Gesualdo per ritrovare solidarietà e idee contro i campanilismi

 Riapre il Teatro Gesualdo per la convocazione del Consiglio Provinciale allargato ai parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e rappresentanti degli Enti di servizio per porre le basi di una strategia condivisa sul Recovery Plan. Presenti il deputato Maraia, il senatore Grassi, i consiglieri regionali Alaia, Petracca, Petitto e Ciampi, i Presidenti dell'Alto Calore Ciarcia e dell'Asi, Pisano. Presente anche l'ex presidente della Provincia, Mimmo Gambacorta, nella sua qualità di referente per le Aree Interne del Ministro Carfagna. E' stato il numero uno di Palazzo Caracciolo , Domenico Biancardi  a sollecitare gli intervenuti, " a far parte di un Sistema, uguali nel proporre senza nessuna casacca politica per perorare la causa Irpinia. Non c'è una leadership qui tra di noi, siamo tutti uguali, anche l'ultimo paese d'Irpinia deve poter avanzare la sua proposta. Perchè non illuminare tutti i castelli della provincia con un progetto unico, una delle grandi ricchezze del Territorio?"


Invito accorato a superare i campanilismi e gli antichi steccati della politica per trovare una "nuova normalità" come evidenziato nel lungo intervento dal professore Giancarlo Senese, docente presso il Dipartimento di Scienze Aziendali all'Università di Salerno, che coordina il gruppo tecnico che supporterà la Provincia nella fase di organizzazione dei progetti. Nel consiglio monotematico, il primo cittadino di Avellino Gianluca Festa, ha messo in evidenza " l'individuazione di due interventi ritenuti strategici. Il primo, relativo alla mobilità per realizzare due hub di ingresso verso Porta Est in prossimità della stazione ferroviaria e l'altro verso Mercogliano in prossimità del casello Avellino Ovest. Il secondo progetto, riguarda una cittadella giudiziaria nell'area dell'ex ospedale Moscati ". Intervento appassionato quello di Festa che ha lanciato anche l'idea di un centro irpino per le eccellenze locali  nel cuore della città, affidando la progettazione ad un archistar.  Critico Ciampi sulla Sanità con affondo ad Alaia sull'assistenza territoriale e sulla difesa del plesso solofrano, dichiarando, "ignobile la chiusura del Pronto Soccorso". Bordate anche da Maraia contro la " mancata interlocuzione con la Regione Campania  per l'assenza della parola IRPINIA  sui grandi progetti e temi di rilancio, come l'assenza di una rete idrica decente". Per il deputato cinquestelle, " la politica non può essere brava solo davanti alle telecamere...". Alle iniziali bordate, sono seguiti gli interventi di Petracca e Alaia. Il primo nell'esprimere un plauso al presidente Biancardi per l'iniziativa, ha invitato a fare sintesi su una " programmazione che tenga al centro, massimo tre elementi distintivi per territorio e non una sommatoria di stradine, piazze e piazzette". Occorre, ha poi sottolineato  " coniugare al Recovery le aree Zes e fare un lavoro importante per i collegamenti infrastrutturali delle cinque aree industriali principali dell'Irpinia". Non si è fatta attendere la risposta di Alaia  che ha evidenziato ," l'ingeneroso attacco alla Regione da parte di Ciampi e il rischio di una chiusura reale del presidio di Solofra per mancanza di attività concreta. Occorre integrare l'attività che svolge il Moscati per salvaguardarlo. Noi, ha poi aggiunto, vogliamo portare dei reparti di alta specialità, quali la medicina riproduttiva, la lungodegenza come la riabilitazione post -operatoria. Per questi motivi il discorso sul Pronto Soccorso è demagogico, basta pensare alla parte politica che ha osteggiato l'aumento delle risorse sulla Sanità". Per il senatore Grassi, "bisogna unire le forze. L'Irpinia non può perdere l'opportunità del Recovery. Mettiamo da parte il campanilismo e non ripetiamo l'errore dello tsunami del post terremoto". 


Tra gli interventi, da citare quelli di Ciarcia, Luigi D'Angelis, Gambacorta, Di Cecilia, Cobino.  Insomma un primo passo  senza parlare di progetti. Un cammino non facile irto di ostacoli e di ..appetiti per la diversità di vedute tra gli uomini e la loro appartenenza. Ma, ad onor del vero, occorre riconoscere che l'idea di Palazzo Caracciolo è stata tempestiva e di prospettive per tentare di uscire fuori dall'isolamento. Attendere per credere. 

                                                                                                           - di Antonio Porcelli -