Cairano - Inaugurazione dell'opera "I guardiani di Felicità Letizia " donata dal maestro Spiniello

Questi luoghi – continua l’artista - sono per me densi di suggestioni, di evocazioni, di miti e narrazioni. Centrale è la figura della Dea Mefite che ritorna come archetipo nel sorriso della Dea Fortuna dell’affresco. Il mio è un augurio di fortuna e nuova vita, di rinascita di un territorio che parta dalle radici, dalla storia in cui il sopra e il sotto si mischiano per dare nuova linfa ed energia, contrastando l’abbandono e l’inerzia”.
L’artista (www.giovannispiniello.it) conta importanti partecipazioni quali la Biennale di Venezia nel 1968, la Quadriennale di Roma nel 1975, la Seduzione dell’Artigianato a Roma nel 1990 ed è stato segnalato da Crispolti su Bolaffi negli anni ’70 e da molti anni è legato a Cairano. Molteplici sono gli interventi legati al riabitare i paesi della dorsale appenninica in particolare con i bambini e con performance ed azioni nelle case abbandonate di Cairano che poi hanno ripreso vita e futuro. L’artista, inoltre, è parte attiva dell’associazione Irpinia 7x da Cairano al mondo e viceversa, con cui condivide molteplici attività e iniziative felicitanti. L’ultima è stata l’omaggio musicale della musicista Caterina D’Amore all’inaugurazione della mostra al Goleto “La terra è stanca” che proseguirà fino a fine agosto. Continua, quindi, il viaggio della personale dell’artista dopo la tappa a Milano, in primavera, allo spazio d’arte Scoglio di Quarto, sempre in collaborazione con l’associazione e la mostra a Matera, nella Biblioteca Provinciale a giugno. L’esposizione, ancora visibile all’Abbazia del Goleto, racchiude le sue esperienze grafiche, pittoriche e plastiche con la fossilizzazione oggettuale degli anni ’60, le cartoggettografie e plastoggettografie, i suoi Stiliti italici, la Semina del Colore e le terraoggettografie del Ciclo la Terra è stanca.
