Caldoro da De Mita, sindaci uniti ma quante incognite...

Giornata complessa a Nusco, convegno sull’Alta Irpinia inserita nella sperimentazione sui fondi europei. Ci sono buone notizie, dubbi e timori. Partiamo dalle good news. Il governatore Stefano Caldoro arriva in piazza dichiarando: “Ci sono 100 milioni a disposizione, anche per la sanità”. E al convegno dirà: “Costretti a scelte impopolari a causa del patto di stabilità, ora l’Alta Irpinia ridiventa protegonista”. 
Continuiamo con le buone notizie. I sindaci, a partire da Ciriaco De Mita, trovano coesione e unità. Non era facile, perché prima del convegno i rumors sul significato politico-elettorale della manifestazione si rincorrevano tra candidature in Provincia e Regione. Invece De Mita dice subito: “Io sono il sindaco di Nusco eletto. Voglio occuparmi dell’intera zona con una visione a lungo termine. Non mi candido ad altro”. Buone notizie, si diceva. Perché De Mita dice "no" alla politica come scontro. Perché un'Alta Irpinia protagonista, al di là di chi si ponga come protagonista, sembra buona cosa dopo anni bui. Le parole di Rosanna Repole: “Dobbiamo mostrare maturità ed entrare sulle questioni come sanità e trasporti, per poter creare uno sviluppo possibile. In passato sono stati fatti degli sbagli, come nel dopo-terremoto. Iniziamo una nuova storia di sviluppo locale”. E poi le parole di Stefano Farina (sempre Pd) e altri sindaci (Luigi D’Angelis per esempio, versante Udc) fanno ben sperare sui rapporti tra gli amministratori della zona. Amministratori che per De Mita devono lavorare diversamente dal passato. “Area pilota di sperimentazione non vuol dire assemblea dei sindaci. Questi ultimi devono essere rappresentanti di interessi di artigiani o imprenditori”. Chiarissimo. 
I dubbi. Questi riguardano l’effettiva entità delle risorse che arriveranno in Alta Irpinia. Secondo alcuni, la materia non è facile da decifrare, sarebbero dieci i milioni per le aree interne dell'Alta Irpinia. A questi dieci, e in un certo senso lo ha spiegto meglio Caldoro, vanno aggiunti quelli su altri provvedimenti (accelerazione della spesa). Dubbi, ma anche certezze. Insieme ai fondi strutturali qualcosa dovrà pur tornare per sanità o trasporti. Nota a margine. Il governatore viene brevemente ma pesantemente contestato dalla Cgil con Marco D’Acunto e Antonio Famiglietti. A metà tra dubbi e buone notizie c’è la partita sulla sanità, vera spina in Alta Irpinia. Giuseppe De Mita dice che qualche milione di euro può essere speso tra Avellino e Sant’Angelo dei Lombardi. Ma ha parlato di raccordo necessario tra Moscati e Criscuoli. De Mita, Ciriaco, bacchetta Caldoro. “Si dovrebbe riprendere il percorso sulla riorganizzazione dei presìdi ospedalieri che si è incomprensibilmente fermato”.
 Al tavolo c’era anche l’ex europarlamentare Giuseppe Gargani, che ha portato avanti il discorso sull’Europa. Come De Mita del resto, che individua il futuro nell’Europa e non più nello Stato nazionale. Altri dubbi? Ci sono quelli futuri, ma più che dubbi sono interrogativi. I sindaci riusciranno ad essere coesi nei prossimi mesi o anni? E’ una speranza. Poi ci sono i timori. Contemporaneamente si svolgeva la tre-giorni organizzata da comitato No Petrolio in Alta Irpinia. Caldoro sulle trivellazione ha ribadito: “Spetta alla comunità lascelta sul sì o sul no al petrolio”. Ma l’affermazione non convince affatto gli attivisti di Nusco, e c’erano anche quelli di Gesualdo. In pratica per Alfonso Faia, medico in prima linea sul fronte del “no”, la Regione si lava le mani sulla questione. Ferruccio Capone, sindaco di Montella, ripropone l’interrogativo: “Lo Stato decida. Aree interne e agricoltura oppure trivellazioni? Risolvere la contraddizione”. Ma si dice non favorevole al cosiddetto “oro nero”. Una giornata complessa, si diceva. Che però ripropone il tema delle aree interne, di quelle che hanno subito i tagli. E già questa, di per sé, sarebbe già una buona notizia.