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In Campania mancano i professori di musica: questa volta arrivano dal Centro-Nord

In Campania mancano ben 104 insegnanti di musica; dato che lascia perplessi anche in considerazione della presenza nella regione di quattro conservatori musicali di grande prestigio e che ogni anno vede diplomati centinaia di ragazzi. Questa volta, però, a riempire gli spazi vuoti non saranno solo gli stessi campani e meridionali. Questi ultimi divideranno le cattedre con altri 52 insegnanti provenienti dal Centro-Nord.
Per la maggior parte si tratta di musicisti, oltre che docenti di clarinetto, di chitarra, flauto, oboe, sassofono, tromba, violino, violoncello, addirittura di arpa.
Nonostante ciò, però, si ha, fortunatamente, anche una buona rappresentanza meridionale, con diciannove insegnanti pugliesi, diciotto calabresi e sette siciliani.
Continua così la fase B della «Buona Scuola» per rimpiazzare quei buchi che i soli campani non riescono a sopperire. Nel ventaglio di professori a cui si è dovuto attingere, si trovano due violinisti, uno di Milano e l’altro di Bergamo, un violinista di Cuneo, mentre da Torino provengono tre maestri di oboe, uno di violoncello e uno di flauto.
tanta la delusione, soprattutto dei nuovi iscritti che, nonostante le promesse fatte dai vari istituti, si trovano ad un giorno dall'inizio del nuovo anno scolastico, in una situazione precaria.
Situazione che si ritrova anche per altre cattedre, non solo musicali, come una cattedra di conversazione in lingua cinese, numerosi laboratori di esercitazioni nautiche, esercitazioni pratiche di ottica, di abbigliamento, ecc. e che fa azzardare qualche idea: "questa è la dimostrazione lampante che sarebbe stato opportuno invertire l’ordine di assunzione tra fase B (posti residui) e fase C (potenziamento dell’organico) che i sindacati avevano proposto al Governo all’avvio del piano straordinario senza ottenere però alcuna risposta. Procedendo prima alle assunzioni sugli organici potenziati, i docenti primi nelle rispettive graduatorie sarebbero stati assunti sul potenziamento organico della provincia di provenienza e sarebbero rimasti a casa propria", afferma Norberto Gallo, coordinatore dei precari della Flc Cgil campana.
