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Siamo ciò che guardiamo!

“Uomini e donne”, “L’Isola dei Famosi”, “Il Grande Fratello”, “Pomeriggio 5” solo per citarne alcuni, sono il risultato di più di 70 anni di televisione italiana.
Non male, però! Un bel traguardo bisogna dire: negli anni ’60 Alberto Manzi in "Non è mai troppo tardi", insegnava agli adulti analfabeti a leggere e scrivere per resistere alla giungla della vita moderna, oggi vediamo presentatrici succinte, che incitano i concorrenti a mostrarsi nudi, giocando su doppi sensi di dubbio gusto …
Per non parlare poi della pubblicità, che sì è sempre stata di per sé più spinta, con continui riferimenti al piacere, ma non ai livelli che abbiamo raggiunto oggi: se in passato il massimo a cui si arrivava era «Chi Vespa mangia le mele», per pubblicizzare la Vespa, con un chiaro riferimento al peccato originale; oggi si arriva a pubblicizzare uno yogurt, che è la cosa più ingenua e banale che possa esistere, con la frase «Fate l’amore con il sapore», mentre lo spot fa passare sullo schermo ragazzi e ragazze che si avvinghiano in maniera esplicita.
Televisione spazzatura. Non ci sono più filtri, in Tv ormai passa davvero di tutto: se la televisione prima era una maestra tutto sommato passabile, adesso è diventata la peggiore in assoluto.
L’unica educazione che riesce a trasmettere è quella della Perfezione e del Lusso: avere un corpo perfetto (senza segni di invecchiamento o altri segni particolari, come se gli uomini fossero cloni), cercare un marito ricco sfondato, con un corpo mozzafiato per l’invidia di tutte, o anche avere una vita perfetta senza nessun ostacolo o intoppo, essere sempre alla moda e curare il nostro corpo come fosse un feticcio, sono diventate le aspirazioni di vita di milioni di persone.
Senza contare i reality show che l’unico insegnamento che possono e vogliono dare è: tradire la fiducia dei propri compagni, spettegolare ed essere doppiogiochisti, sfruttando l’altro per raggiungere il successo.
In più si è diventati bravissimi a speculare sulle disgrazie altrui; basti pensare all’accanimento mediatico sui vari casi di omicidio avvenuti negli ultimi anni: quella che viene definita la “tv del dolore”.
Ciò che ci rimane da una serata passata davanti alla tv è che, quando spegniamo il televisore, corriamo allo specchio per controllare che non ci sia spuntato un brufolo o una ruga, annotando su un foglietto di comprare l’ultima crema esfoliante della Garnier e consolandoci pensando che c’è chi sta peggio di noi.
Tutto questo non può rispecchiare assolutamente la realtà, questo è palese, ma la cosa più grave è che continuiamo a seguire tali esempi. Sappiamo certamente che la vita non è solo questo, ma lo stesso, consapevoli, lasciamo che la televisione ci inganni.
È anche giusto, se ci pensiamo, che ognuno di noi si senta bene con il proprio corpo nel modo che meglio crede, senza essere oppresso continuamente da canoni di bellezza stereotipati: o è per caso passato, senza che me ne accorgessi, un disegno di legge che dichiara perseguibile penalmente la taglia 50 o una pelle rugosa?
Educazione distorta. Bisogna aprire gli occhi perché la televisione di oggi educa ad essere belli, aitanti e attraenti all’esterno, ma aridi all’interno. Un modello di vita basato sul culto del denaro e della bellezza estetica può sembrare quello più appagante a breve termine, ma ciò che conta, nella vita, è altro e se pur tra le tante cose ci sono anche questi due elementi, non devono mai avere l’esclusiva.
Ci dovrebbe far riflettere il fatto che molti programmi di cultura o informazione attualmente sono relegati a orari in cui quasi nessuno può vederli, ad esempio da mezzanotte in poi, mentre inutili telenovela e talkshow riempiono i nostri pomeriggi e le nostre serate, imbottendoci di ideali devianti e rendendoci sempre più bambocci.
Sembra quasi che ci accontentiamo di essere più belli, ma anche più ignoranti e il che non è una bella prospettiva. (di Imma Finelli)
