Renzi a Morra tra politica e... protesta

Occhi puntati sulla Ema di Morra de Sanctis dove nel pomeriggio è arrivato il premier Matteo Renzi. A varcare tra gli altri la soglia dello stabilimento eccellenza italiana il presidente della Regione Stefano Caldoro e quello della Provincia Domenico Gambacorta, il numero uno di Confindustria Campania Sabino Basso, l'on. Giuseppe Gargani, i sindaci Farina, Repole, Salzarulo, Palmieri, Montanaro, D'Angola e Ciriaco De Mita, la consigliera regionale democratica Rosetta D'Amelio, il console britannico, il prefetto Sessa e il viceprefetto, i vertici delle forze dell'ordine, l'onorevole renziano Luigi Famiglietti, la senatrice Angelica Saggese, il consigliere provinciale Gianluca Festa, il presidente del Consiglio regionale della Campania Pietro Foglia, l'onorevole Valentina Paris. Fuori i manifestanti con la Cgil in testa, i No Triv e i forestali che hanno precisato: "Vogliamo dire a tutti i presenti che la Comunità montana Terminio-Cervialto è nella precarietà da oltre quattro anni. Siamo qui per dire alla politica e ai sindacati e lo diciamo alla Regione soprattutto perché Caldoro si è sempre rifiutato di riceverci". All'esterno dell'Ema, tanti volti noti e non delle "battaglie" sindacali irpine,  da Raffaele Aurisicchio al segretario provinciale CGIL Petruzziello, uno stanco per l'attesa del Matteo nazionale Pietro Mitrione con l'immancabile bandiera, Antonio Famiglietti, Giuseppe Morsa, Marco D'Acunto, Fiordellisi, Franco Tavella, la Uil con Preziosi, Antonio Petoia e in particolare tanti giovani. La difesa della democrazia all'esterno e "l'altra" visione del numero uno del Pd e del Governo  che si destreggia tra flash e autorità locali. Da una parte  l'attrattore principale della politica italiana del momento, dall'altra parte i movimenti e gli uomini del disagio irpino e delle lotte ambientali per la difesa della salute e del territorio. La storia nella terra di De Sanctis e' sempre l'altra faccia della medaglia...