Politica
Avellino - Campagna referendaria per il SI, Boschi: "Una svolta attesa da 30 anni"

Auditorium gremito presso l’ex Carcere Borbonico di Avellino, dove questa mattina si è tenuto un incontro nell’ambito della campagna referendaria a favore del SI a cui ha partecipato il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, accompagnata dall'On. Luigi Famiglietti Prof. Alessandro Sterpa costituzionalista e docente di Diritto Costituzionale alla Sapienza di Roma e Berardino Zoina dei Giovani Democratici
Presenti tante autorità locali e regionali: Assunta Tartaglione segretario regionale del Pd campano, Roberta Santaniello presidente del Partito Democratico di Avellino, l'ex senatore Enzo De Luca, Valentina Paris responsabile degli Enti Locali, la presidente del Consiglio regionale della Campania Rosetta D'Amelio, il consigliere regionale Carlo Iannace. Presenti anche alcuni sindaci irpini: oltre al primo cittadino di Avellino Paolo Foti, il sindaco di Sant'Angelo dei L. Rosanna Repole, il sindaco di Montemarano Beniamino Palmieri, Michele Vignola sindaco di Solofra, il primo cittadino di Villamaina Stefania Di Cicilia, Paolo Caruso di Zungoli e Giuseppe Forgione di Paternopoli. Tra il pubblico anche il presidente di Acs Lello De Stefano ed esponenti del mondo imprnditoriale tra cui Pino Bruno.
La manifestazione è cominciata con un ricordo del Presidente Ciampi, scomparso ieri, accompagnato dall’inno nazionale italiano.
Il primo a prendere la parola è stato il deputato irpino Luigi Famiglietti, organizzatore dell'evento, che ha fatto una piccola introduzione sulla riforma costituzionale, ricordando così come diceva Violante nel 1996 che “Il sistema politico è farraginoso e incerto, ma fino ad ora nulla è cambiato. Ora, invece, c’è la possibilità di cambiare”, ha dichiarato Famiglietti, aggiungendo: “Questa riforma costituzionale cerca di mettere a posto il nostro ordinamento. È una riforma che fa bene al Mezzogiorno e si concilia con il masterplan del Sud. Noi crediamo di aver pensato la riforma che l’Italia aspettava da 30 anni e se a qualcuno da fastidio è perché a suo tempo ha fallito in termini di riforme”.
È stata poi la volta di Zoina che ha spezzato più di una lancia a favore della riforma: “A differenza di ciò che pensano molti, questa riforma non tocca assolutamente i diritti e i doveri del cittadino e nemmeno cambia la forma di governo. Anzi dà vantaggi in termini di snellezza e velocità legislativa con il superamento del bicameralismo perfetto. Inoltre si rimette su basi più corrette il rapporto tra Governo e Parlamento. E' l’ultima chance per la politica e la nostra nazione”.
Un’analisi più dettagliata e in un certo senso più tecnica è arrivata dal Prof. Alessandro Sterpa: “Questa riforma rafforza la democrazia, sposta l’asse di giudizio sugli elettori e stabilizza il Governo. Con la nuova riforma si instaura una democrazia preferibile perché aiuta l’Italia a rafforzarsi nelle dinamiche tra i Paesi europei e incidere maggiormente nelle decisioni. I consiglieri e i sindaci che faranno parte del Senato porteranno le esigenze del proprio territorio. Dunque decisione e stabilità verso fuori e verso l’interno”, ha spiegato Sterpa.
“Le costituzioni nascono per essere eterne, ma sanno di essere mutevoli. Questo è un aggiornamento per permettere alla nostra democrazia di essere più forte, così da attraversare i decenni e mostrandosi forte così come era quando è stata approvata”, ha aggiunto Sterpa.
Tante le motivazioni che dovrebbero portare alla scelta del SI e ad esporle una ad una è stata proprio la Ministra Boschi che insieme al Premier Renzi ha dato il nome a questa riforma costituzionale: “Secondo me i due punti di riferimento per compiere questa scelta sono: leggere la legge costituzionale e leggere il quesito del referendum per capire su cosa siamo chiamati a decidere”, ha esordito la Boschi.
Dunque informarsi, è stato questo il messaggio lanciato dalla Boschi che ha sottolineato come ci sia molta disinformazione sul perché della riforma e come la mancanza di notizie venga poi strumentalizzata da coloro che sostengono il NO: “Al referendum non si vota per aumentare o diminuire i poteri del governo, non si vota per far finire il Governo, per quello si voterà nel 2018. Ma soprattutto non si vota per cambiare i principi fondamentali della costituzione ossia i diritti e doveri dei cittadini. La prima parte della costituzione non viene toccata, ma anzi si vota sulla seconda parte, ossia quella che disciplina l’organizzazione dello Stato. Con il sì si cambia, con il no si resta come siamo. Almeno chi vota no deve farlo con la consapevolezza della verità. L’opportunità di fare un passo in avanti ce l’abbiamo oggi. Abbiamo perso 30 anni di occasioni in Italia. Chi sta bene oggi ha l’interesse a fare in modo che si resti così, ma chi vuole dare un’opportunità nuova all’Italia voterà sì”.
"Avremo un governo più semplice, più immediato e vicino ai cittadini. L’obiettivo è rendere la vita più semplice ai cittadini. Sono sicura che in 30 anni nessuno ha votato una legge in parlamento per cambiare queste cose. Noi dobbiamo votare sì non per fare un favore al Governo, o al Pd, ma per il cambiamento del Paese”, ha concluso la Boschi, accompagnata da un grosso applauso. di Imma Finelli -