Politica
Consiglio formalmente sciolto. Non passano gli equilibri di bilancio

Gli equilibri del Bilancio del Comune di Avellino non sono stati approvati: 15 i voti favorevoli, ma altrettanti quelli contrari.
Tra i favorevoli, ovviamente gli 11 consiglieri responsabili che a luglio avevano già approvato il consuntivo e il preventivo e a cui si sono aggiunti Enza Ambrosone, Carmine Montanile, Mafalda Galluccio e Barbara Matetich. Contrari, invece l’opposizione a cui si sono aggiunti alcuni consiglieri comunali di maggioranza come Poppa, Festa, Miro, Di Iorio, Negrone e Genovese che hanno dunque creato una situazione incertissima per il destino di Foti e il prosieguo dell’esperienza amministrativa. Gli unici, invece, a non partecipare alla seduta sono stati i consiglieri del gruppo “Democratici per il cambiamento” Salvatore Cucciniello, Francesca Medugno e Gerardo Melillo.
Insomma tatticismi e piccoli cabotaggi che hanno caratterizzato ancora una volta l'irresponsabilità che probabilmente metteranno fine all'esperienza del governo Foti.
Adesso, per legge, toccherà al Prefetto convocare nuovamente l’assise. A disposizione 20 giorni o forse 10 per stabilire il destino definitivo del Consiglio comunale. Nel caso in cui nella prossima convocazione non venisse nuovamente approvato il Bilancio, arriverebbe prima un commissario ad acta e poi si avvierebbe lo scioglimento del consiglio.
Una giornata convulsa, tra ultimatum, convergenze e strappi con il Pd rappresentato da dirigenti politici nazionali come la Paris e da Enzo De Luca che hanno tentato il recupero...dei voti utili per il via libera al documento contabile, che le alchimie della politica non hanno poi concretizzato.
“Ora scatta la diffida prefettizia. Entro 20 giorni dovremmo provvedere a riadottare il provvedimento. Il Sindaco, ovviamente, dovrà valutare quali siano le conseguenze arrivate dal voto dell’Aula stasera”, è stato il commento del presidente del consiglio comunale Livio Petitto che ha aggiunto: “Indipendentemente da tutto, il Partito Democratico deve assolutamente fare chiarezza sul comportamento di alcuni iscritti. Oggi, in Aula, si è consumato un momento triste nella vicenda amministrativa cittadina”.
“Quel che è accaduto questa sera ha dimostrato l’esistenza, in Consiglio, di un gruppo di persone che persegue solo i propri interessi personali a scapito della città. Non è un caso che ad Avellino le facce che si ripropongono alle elezioni siano le stesse da vent’anni”, ha dichiarato, invece, Dino Preziosi.
Riguardo ai tentativi di Foti di salvare la maggioranza con fusioni dell’ultimo secondo, si è espresso il consigliere Giancarlo Giordano: “La maggioranza è afona, una condizione nota. Cos’è il trasformismo? È un meccanismo di cooptazione da parte delle maggioranze per sostituire i numeri che non si hanno più, grazie alle presenze di parti avverse. Qualcuno ha immaginato di vedere quali fossero gli effetti del trasformismo: il primo è lo svuotamento dello scontro politico, si ammutolisce la democrazia. Ho buttato parte della mia gioventù in quest’Aula ed una trasmigrazione di massa dai banchi dell’opposizione non l’ho mai vista”.
Una pagina “pietosa”, come definita dallo stesso Giordano quella portata avanti dalla maggioranza che ha approvato un Bilancio in 11 compreso il sindaco e il presidente del Consiglio comunale.
Insomma, neanche la storia dei 100 giorni per avviare un nuovo percorso sembra convincere tutti.
Anche lo stesso capogruppo dell’opposizione, Preziosi, che negli ultimi giorni ha ripreso il dialogo con Foti, ha voluto fare delle precisazioni, mettendo in evidenza che la disponibilità a creare un’alleanza con la maggioranza deriverebbe soltanto dall’interesse di non far affondare la città: “Il problema è uno, il Sindaco è venuto in Aula ponendo alcune condizioni per un accordo. Non ho fatto nessun patto con Paolo Foti, chi dice questo è un bugiardo. Il Sindaco ha chiamato me come tutti gli altri capigruppo, chiedendomi quali fossero le condizioni per andare avanti. In quella occasione gli dissi che ero disposto a collaborare sulla Programmazione Europea ma con una netta discontinuità, una nuova Giunta di poche persone. Per questi 100 giorni sono disposto ad essere al fianco di una nuova maggioranza che dovrà chiudere la programmazione europea. Se il Sindaco fosse caduto non avrebbe avuto la possibilità di partecipare all’ottenimento ai fondi di rotazione, ai fondi Poc e ai fondi di rotazione”.
Insomma la partita sembra giunta al termine e per Foti le vie di uscita ormai sono davvero ridotte al lumicino, ma vale la Decisione del Consiglio di Stato in sede Giurisdizionale Sezione Quinta n. 826/07 nel quale dispone: "...quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla Giunta, l'organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri,, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all'amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo e' data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio".
Per la cronaca e' importante ricordare che, "Il decreto di scioglimento è anticipato dalla fase sollecitatoria di cui all’art. 141 c. 2 per ogni ipotesi in cui il Consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio o gli equilibri , predisposti dalla Giunta, sia per il caso di atteggiamento inerte dell’amministrazione che per quello di espressa valutazione contraria (Consiglio di Stato Sez. VI 19.2.2007 826)."